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L’alimentazione, una questione di salute…

Cari lettori, oggi anziché raccontarvi usi e costumi o curiosità su ciò che circonda, vorrei parlarvi di un uso che sta diventando anche un costume le diete on line.

Rischierò di andare fuori dagli scemi con molta probabilità, ma da qualche tempo, come avrete visto sui miei social mi “batto” per far si che questo fenomeno possa decadere perché si avrà degli effetti benefici all’inizio ma alla lunga può portare qualche problema.

La frenesia di apparire secondo delle regole che ci siamo imposti come canoni di bellezza offusca la cosa più importante che viene prima della bellezza esteriore, la salute.

 

Da qualche tempo, inondata su Facebook ed Instagram da messaggi di ragazze e ragazzi che mi incitano a seguire dei loro programmi che a quanto dicono mi cambierebbero la vita, mi sono incuriosita e ho dato   una sbirciatina alle loro pagine.

 

Ho notato che questi seguono un programma di nutrizione e dimagrimento che non prevede, chiaramente nessuna visita preliminare con medico che valuti dunque la loro la situazione clinica. Tutto avviene on line, su chat, dove si incoraggiano e comunicano con il loro mentore che ha dato loro il piano alimentare. Addirittura certe “diete” vantano la cura di patologie come il diabete.

 

Chiaramente questo piano alimentare è accompagnato da alcuni prodotti che vendono direttamente i mentori dietisti.

 

Dalle foto che ho visto, i risultati all’inizio sono evidenti, ma la domanda che mi sono posta è? Durano??? E che danni apportano al metabolismo??

 

Purtroppo, viviamo in una società in cui l’informazione galoppa di pari passo con la disinformazione e l’alimentazione,   viene erroneamente vista   come qualcosa legato solo dall’esteticità, ma di fatto alimentarci bene e con gli alimenti che fanno bene al nostro fisico (che sono diversi l’uno dall’altro) è la benzina del nostro organismo.

 

Soprattutto alimentarci affidandoci a qualche esperto perché ricordo che da diete pazze, improvvisate e magari non adatte a noi possono far insorgere veri e propri problemi di salute che possono sfociare in vere e proprie patologie che sono capaci di modificare e penalizzare il resto della nostra vita.

 

 

Essere belli, apparire o essere in forma è sii importante ma essere sani e condurre una vita scongiurando patologie che potrebbero esserci fatali, credo sia molto più importante.

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Il patrone degli innamorati, San Valentino, e la sua vera storia…

Oggi è San Valentino, tradizionale giornata dell’amore espresso in ogni sua forma.

San Valentino è una festa che da spunto a molte polemiche, i più critici sono del parere che l’amore è un dono che va festeggiato ogni giorno ( generalmente queste polemiche vengono da parte di gente single). Contrariamente e queste discussioni, da secoli la maggior parte degli innamorati festeggia questa giornata scambiandosi presenti, organizzando cenette intime, e cercando di rendere prezioso ed importante ogni momento che trascorre insieme al proprio amato in questa particolare data.

 

Che si odi o ami questa festa è un’antica tradizione che prende il nome da un ad un Santo, realmente esistito, Valentino la cui storia è poco conosciuta ma che io voglio illustravi con questo articolo.

 

San Valentino detto anche Valentino da Terni o Valentino da Interamna è stato vescovo romano e martire. Nato a Terni   ( che prima si chiamava Interamna) si convertì al Cristianesimo e diventò Vescovo a soli 21 anni.

 

Giunto a Roma tentò di convertire prima l’Imperatore Claudio II e successivamente Aureliano che, però, lo esiliò a causa della sua immensa popolarità tra il popolo.

 

Fu ucciso il 14 Febbraio del 273.

 

San Valentino, nel tempo , venne identificato come il protettore del più nobile dei sentimenti, l’AMORE.

 

Il legame che unì Valentino   a questo sentimento e da ricollegarsi indubbiamente alla vita religiosa che condusse ma sopratutto ad una leggenda, secondo la quale, il Santo avrebbe donato ad una fanciulla povera una somma di denaro utile come dote per le nozze e senza la quale la ragazza   non avrebbe potuto contrarre matrimonio.

 

Questo gesto ha fatto si che nei corso secoli, anche dopo la sua morte, San Valentino fosse ricordato come il protettore dell’amore e che fosse celebrato proprio in ricorrenza della sua uccisione il 14 febbraio.

 

Nell’età moderna questa festa fu praticata maggiormente dalla cultura anglosassone.

Gli innamorati si scambiavano tradizionalmente bigliettini   fatti di loro pugno, che man mano furono sostituiti da quelli prodotti   dalle industrie che diedero vita ad un business pazzesco.

 

La tradizione anglosassone, sfondò i confini e si espanse in tutto il Mondo e con essa anche la produzione di biglietti d’amore travolse la società e generò quella di altri oggetti utili come regali che come tematica di fondo avevano quella di san Valentino.

 

Oggi, i più cinici pensano che la tradizione di san Valentino sia una festa consumistica, creata dalle aziende per vendere cioccolata, fiori o organizzare semplicemente eventi. Forse hanno ragione. Di certo la maggior parte di loro, ignora la tradizione secolare e religiosa e fatemi dire anche interculturale da cui tutto questo ha origine.

E se anche consumistica sia, San Valentino in una società come la nostra, il cui concetto amore sta diventando sempre più effimero, freddo e di poca importanza, ha una valenza ancora più forte e significativa che trascende dal consumismo   e ci riporta a quello a cui dovremmo dare più importanza nelle nostre vite, i sentimenti.

Flavia

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Venezia ed il suo Carnevale, dove ogni sfrenatezza vale!

Siamo arrivati a Febbraio, molti di voi penseranno “ah che bello finalmente San Valentino”ed invece no, siamo in un periodo ancora più importante ed unico, Carnevale. Siamo quasi alla fine di questo burlesco e breve momento perché la prossima sarà l’ultima Domenica. Infatti Carnevale generalmente si festeggia da giovedì grasso al martedì grasso,   successivamente subentra il periodo pre-pasquale, quello della Quaresima.

 

Carnevale è una tradizione nazional popolare alla quale siamo legati da sempre. Siamo abituati a celebrarlo sin dal tempo dei Greci e dei Romani.

 

Nasce come momento dell’anno dedicato allo svago in una società nella quale   le regole erano leggi rigide da rispettare ( non come ora) e in cui le classi sociali erano vere e proprie demarcazioni, impossibili da superare. Carnevale è l’unico periodo dell’anno, in cui ogni uomo di ogni classe sociale poteva essere chi voleva, senza timore di leggi o trambusti di altro genere, si poteva essere liberi. Il ricco diventava schiavo e lo schiavo padrone, ma al culmine dei festeggiamenti tutto ritornava nella normalità.

 

L’Italia ha molte città che festeggiano maestosamente il Carnevale, ma quella più   famosa, elegante ed importante a livello Mondiale è la città di Venezia.

 

La prima testimonianza di festività a Venezia sia ha nel 1904 su un documento del Doge Vitale Failer, proprio per appianare le differenze sociali. Erano giorni di festa e felicità per una società costretta alla povertà e a una scala sociale.

 

Venezia, a differenza di altre cittadine, fece diventare il carnevale un’attrattiva e pian piano ideò un business così grande che nacquero botteghe, che si occupavano della realizzazione dei travestimenti, produzione di cartapesta e di tutto ciò che potesse servire in quei giorni.

 

Divenne presto attrazione per i turisti di tutta Europa.

 

Travestimenti erano la Gnagna, la Baautà e la Moretta (più adatta alle donne), maschere semplici ma coprenti quanto bastava per non essere riconosciuti.

 

Era la festività degli eccessi, tutti potevano fare ciò che durante il resto dell’anno non si sognavano nemmeno di pensare. Capitò che mascherati da preti entrassero nelle Chiese o posti religiosi ed abusassero di suore o che nei mantelli che usavano per coprirsi, irriverenti mascherati, nascondessero armi. Questi significativi atti fecero nascere delle regole che diedero un’impronta di civiltà alle giornate di irrefrenabile divertimento .

 

Dopo la caduta della Serenissima nel 1797 si arrivò a proibire i festeggiamenti , ed il carnevale e i suoi storici festeggiamenti decaddero.

 

Nel 1979 dopo due secoli di assenza il carnevale di Venezia risorse dalle ceneri grazie a delle associazioni cittadine e la visibilità mediatica accese nuovamente i riflettori su questa tradizione ridandole il successo che meritava e che aveva ottenuto negli anni.

 

L’attuale carnevale di Venezia ha una visibilità mondiale. Gli eventi che si succedono hanno come sfondo delle tematiche che danno vita anche ad eventi culturali che ne fanno una manifestazione unica.

 

I tempi sono cambiati, ci siamo evoluti ma le modalità sono sempre le stesse: mascherarsi e travestirsi perché per almeno un giorno si possa essere chi non   si ha il coraggio di essere gli altri giorni dell’anno. In una società come la nostra, radicata sulle apparenze e l’omologazione degli individui questa tradizione rischia di essere l’unico momento dell’anno in cui l’estro e la personalità degli individui escono veramente fuori.

 

Bisognerebbe riflettere un po’ di più su questo e magari riuscire a portare un po’ più di entusiasmo, divertimento sano e personalità quindi di Carnevale in tutti gli altri giorni dell’anno per non trasformarci in quello che stiamo per diventare, un agglomerato di genti prive di personalità, estro e ricchezza interiore.

Flavia

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Le DIECI cose da avere o fare nel mese di Febbraio…

Il tempo passa, anche troppo in fretta e come ogni mese arriva puntuale la mia rubrica LE DIECI COSE DA AVERE O FARE in questo mese.

OUTFIT:

  •   “Certi amori  fanno dei giro strani e poi ritorno!” Questo è il caso del marsupio che ritorna  nei nostri outfit. Gucci l ‘ha lanciato  e tutte le marche low cost rispondo da Zara a  Stradivarius, il marsupio è il top del mese.
  •  Per l’UOMO che si possa definire tale il cappotto militare è l’unica cosa da indossare.

MAKE UP:

  •  La novità del mese in fatto di make up è stata lanciata da benefit ieri, si tratta di un nuovo mascara, ma pian piano che sarà messo in commercio vi informerò per capire bene tutte le sue funzionalità.

SERIE TV:

  •  In onda su Netflix, una serie tv di quattro puntate, raccontando il dietro le quinte della società bianconera e dei suoi protagonisti. Li vedremo sotto un punto di vista nettamente diversa da quella in cui siamo abituati a seguirli.
  •  EVERYTHING SUCKS dal 16 Febbraio su Netflix, per i nostalgici degli anni 90′ una serie ambientata in quegli anni, che vede protagonisti dei giovani nerd con la passione per il cinema tanto da voler creare loro stessi un film.

FILM:

  •  In sala da giovedì 1, “Sono Tornato”  per la regia di Luca Miniero, è la storia di un Benito Mussolini che magicamente riappare nella nostra società ma che non riscquote il successo che sperava e finisce per diventare solo il protagonista di alcuni programmi televisivi. In un’Italia che all’apparenza sembra cambiata ma che poi si rivelerà non esserlo molto.
  •  Al cinema dal 22 Febbraio. Sconnessi è la storia di una famiglia allargata, che proprio nell’era digitale nella quale viviamo perde la connessione internet ed è costretta a rapportarsi con la società in maniera tradizionale creando situazione rocambolesche.
  •  A CASA TUTTI BENE è il nuovo film di Gabriele Muccino che uscirà il 14 Febbraio. La storia di una famiglia italiana che decide di festeggiare l’ennesimo anniversario di matrimonio dei nonni e lo fa nell’isola dove i vecchietti si sono trasferiti, la loro permanenza si deve prolungare per molto più del previsto e farà riaffiorare antiche dispute di famiglia.

LIBRI:

  •  “Abbastanza” è un libro scritto dalla youtuber Sofia Viscardi, la storia un pò incasinata di alcuni normalissimi ragazzi che si accingono a preparare la maturità con tutto ciò che il periodo e l’età comporta.
  •  “Un Ragazzo Normale” di Lorenzo Marrone, narra la storia di un bambino che piano piano scopre l’esistenza dei un supereoe e da li riesce a comprendere che le azioni ed i gesti importanti rimangono nel tempo e superano qualsiasi azione compiuta da un supereroe.

Flavia

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Gold Collagen Hydrogel Mask

Cari lettori, oggi vi scrivo per raccontarvi un’esperienza di “bellezza” a dir poco entusiasmante, mi riferisco alla collaborazione con l’azienda  Gold Collagene.

Gold Collagene si occupa di benessere, nella fattispecie di quello della nostra pelle, e lo fa con una vasta gamma di prodotti che vanno dalle maschere agli integratori.

Nello specifico io ho avuto il piacere di provare la maschera in idrogel, specifica per pelli secche ed opache (probabilmente avrete visto su Instagram il video dove tentavo  la riproduzione di  una specie di tutorial).

La maschera è facilissima da applicare, conta di sue pezzi uno per la parte più ampia del viso, (dalla fronte al naso)e l’altro per il restante pezzo fino ad arrivare al mento. La formula contiene estratto di perle, acido ianuronico, glicerina ed un botanico completo( the verde ed estratto di Houttynia Cordata, antiosssidanti e protettivi per lo stress).

La maschera va applicata per 30 minuti e dopo una volta tolta il restante prodotto che si trova sul viso va massaggiato affinchè sia assorbito.

Da quando sono uscite queste maschere “seconda pelle” ne ho provate di ogni tipo, ma mai nessuna ha avuto la stessa funzionalità e praticità di applicazione che ha GOLD COLLAGEN, per questo ve la consiglio e vi linko il loro sito così che possiate vedere tutti gli altri prodotti che realizzano.

http://www.gold-collagen.com/it/products

 

P.s : vi linko anche la mia sorta di tutoria( almeno vi fate quattro risate)

Flavia

 

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La storica nascita della Nutella…

E’ la crema spalmabile più venduta e mangiata al Mondo e la produzione e ideazione è tutta italiana. Alimento INDISPENSABILE (ma purtroppo troppo calorico ) nelle nostre dispense, ecco a voi cari lettori, la storia della Nutella.

Siamo nell’Italia del dopo guerra, il 1946. La Nazione è povera, triste e porta con se gli strascichi di un conflitto mondiale che ha sterminato milioni di persone e un giovane Pietro Ferrero, pasticcere piemontese, idea e crea una pasta dolce con nocciole e zucchero e con il poco cacao che possedeva. Gli da la foma di panetto   ideale da spalmare sul pane e la chiama “Gianduiot”, dal nome di una maschera tipica piemontese.

 

 

Il 14 maggio 1946 viene fondata ufficialmente la ditta dolciaria Ferrero.

 

Sono gli anni 50’, la nazione comincia a riprendersi e Ferrero con passione, dedizione ed amore, cerca di dare un nuovo volto e consistenza a quella crema nata per sopperire al poco cacao rimasto in circolazione. Nasce così la Super Crema, che sostituisce il Gianduiot e che sarà l’antenata della Nutella come la conosciamo oggi.

 

Passa quasi un decennio, e sono gli anni 60’, anni del boom economico. La Ferrero in produzione ormai da anni, continua a produrre ma al timone c’è Michele Ferrero che   attraverso il suo estro creativo che geneticamente lo contraddistingue (poiché il figlio di Pietro) inventa una crema a base di nocciole e cacao e la chiama Nutella.

 

La crema è buona, il suo vasetto ( o packing come lo chiameremo oggi) è caratteristico ed è subito successo, tanto da sbarcare in Germania e conquistare anche il cliente più esigente.

 

E’ il 1966 e il fenomeno NUTELLA è senza confini,   anche in territorio francese è gran successo .

 

Passano gli anni e siamo negli anni 70’(più precisamente il 1978) e la sua fama ha già conquistato tutta l’Europa anzi tutto il vecchio continente. Gloriosa del proprio successo non si ferma e raggiunge anche l’Australia e a Lithgow ( vicino Sidney)apre il primo stabilimento fuori dall’Europa.

 

Numerosi sono gli eventi a cui Nutella ha dato vita, ma la curiosità più grande sono le quantità industriale con le quale è prodotta e venduta .

 

La Nutella sembra non avere tempo, conquista tutti da generazioni perché in fondo si sa :”che vita sarebbe senza Nutella?”.

Flavia

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L’Italia il Paese dove Svapare equivale a PAGARE…

Cari lettori, come sapete il mio Blog si occupa di analizzare e portarvi a conoscenza le mode che colpiscono incisivamente la nostra società, per questo oggi   dedicherò questo articolo ad una moda che colpisce il nostro stivale e non solo : LA SIGRETTA ELETTRONICA.

 

 

Per chi ancora non lo sapesse la sigaretta elettronica è l’unico “antidoto” al tradizionale tabacco. Il suo utilizzo ha aiutato molti schiavi del fumo ad uscire dalla dipendenza.

Molti Stati dell’ Unione Europea, soprattutto la Gran Bretagna,   hanno accertato scientificamente che il consumo   limita notevolmente i rischi provocati dalla normale industria del tabacco.

 

 

Ultimamente, però, in   Italia dove ogni moda è un’idea per una nuova tassa ( mi chiedo come mai ancora non ci abbiano tassato sull’aria che respiriamo, forse ne stanno ancora cercando il modo!), è stata proposta ed approvata una legge che prevede la tassazione sul liquido, che contenga o meno nicotina,   che si inserisce all’interno della sigaretta per utilizzarla.

 

La vendita del liquido oltre ad essere tassata è stata vietata on line “E’ vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina ai consumatori che acquistano nei territori dello Stato” ecco, in dettaglio   quello che recita l’articolo.

 

I negozi potranno vendere solo sotto l’attento controllo del Monopolio di Stato flaconi contenenti nicotina o meno.

 

La tassa ammonta a 5 euro ogni 10 millimetri, poco meno di 500 euro a litro. Cinquecento euro per un litro di liquido che ne costa venti.

 

Questa tassazione ha creato non poco trambusto non solo all’interno del Mondo degli Svapatori, ma in tutta la Nazione.

 

Le conseguenze che provocherà sono molto più traumatiche e tristi di quelle che possiamo immaginare. Milioni di licenziamenti e di negozi chiusi. Cifre che dovrebbero far ragionare, teoricamente, uno Stato dove il problema disoccupazione è una piaga perenne.

 

Un’altra conseguenza, drammatica per noi comuni cittadini, forse un po’ meno per lo Stato, è il preannunciato ritorno di gran parte della popolazione alla vecchia e deleteria industria del tabacco, che ricordo miete vittime che fumano e che lo inalano anche solo passivamente.

 

Insomma mentre tutta Europa predilige lo Svapo pubblicizzando ed agevolando questo tipo consumo.

 

In Italia, che si sa, è il Paese della controtendenze viene tassato. Poco ci importa se causiamo licenziamenti di padri di famiglia, o la morte di milioni di persone. Tanto cercheremo di curarci con farmaci oncologici che ci permetteremo, come già successo, aumentando  le tasse sulle sigarette.

Insomma in Italia è meglio tassare che prevenire!

Flavia

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I Gemini: la rock band di Anagni

“La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana, è lunga. E non ti abbandona. E’ il rumore dell’anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più”.

Mina

 

 

Cari lettori, ho scelto questa citazione di Mina, per raccontarvi la storia di una giovane rock band italiana che vive grazie a due amori: quello per la musica e quello che li lega visceralmente, per la loro   famiglia. Sono i Gemini, nascono nel 2002 ad Anagni( in provincia di Frosinone). La band fondata da   i fratelli Antonio ed Andrea Sambalotti , ha incorporato con il tempo anche il cugino Marco Sambalotti.

Dal vivo la band conta   anche le presenze di Alessandro Cipriani, Mauro Arduini ed Alessio Rossetti.

 

Cresciuti con la buon musica, ascoltata sin da bambini, decidono di non perder tempo e lanciarsi. Nel 2011 autoproducono il primo album “PerAsperaadAspra”.

 

Il loro amore per la musica è tale che li fa lavorare a lungo e duramente, ma li ricompensa   dandogli la possibilità di calcare scenari importanti e di condividerli   con artisti già   affermati come Ettore Di liberto (leader delle custodie cautelari), O Zulù (dei 99posse) e con il comico Enzo Salvi.

 

Nel 2012 firmano il primo contatto con la casa discografica Top Record Milano, con la quale incidono un l’EP “Fuori di testa “che li conduce ad essere per quattro mesi   protagonisti di classifiche importanti come quelle Sorrisi e Canzoni e Mondadori.

 

“Senza averti accanto” è titolo del brano tratto da quest’album, con il quale parteciperanno alla manifestazione Sanremo Social 2.0.

 

A Perugia aprono il concerto dedicato a Lucio Dalla insieme con Pierdavide Carone, Richy Portera e Custodie Cautelari.

 

Nel 2012 pubblicano anche il singolo “Per sempre” che viene proposto alle selezioni di Sanremo 2013. Sempre in quegli anni registrano un altro singolo a Londra che darà vita al nuovo EP “ Chissà che Sarà”.

 

Ma i Gemini sono un gruppo sensibile e trovano gratificazione ed ispirazione facendo beneficenza ed esibendosi nelle carceri per i detenuti di Rebibbia e per i quali scrivono un nuovo singolo “Tu resterai solo”. Da questa esperienza saranno gli autori delle musiche di uno spettacolo teatrale “Lettere ad un giovane detenuto” andato in scena al Teatro delle Muse a Roma.

 

Nel 2014 solcano il palco dell’Ariston, partecipando al concorso Area Sanremo con il singolo “Dimmi che ci sei” che purtroppo non passa la selezione finale ma che conquista la giuria   conquistando Roby Facchinetti e Giusy Ferreri.

La loro carriera conta anche collaborazioni importanti come quella con Alberto Rochetti (tastierista di Vasco Rossi) e Mario Schirò produttore artistico.

 

I Gemini sono artisti di vecchio stampo, fanno musica e la portano per strada, nelle piazze, amano regalare le emozioni che vivono loro stessi quando compongono i loro brani.   Si lasciano ispirare da tutto ciò che ascoltano e lo fanno con maestria, mescolando ogni nota con qualcosa di personale , la loro musica profuma di speranza, vita ed amore.

 

Il loro immediato futuro prevede un nuovo album con nuove ed emozionanti storie da raccontare.

 

Sono giovani ma sanno ciò che vogliono. Sognano di arrivare lì, sull’Olimpo della Musica Italiana perché hanno tanto da dire, e un vulcano di emozioni da trasmettere.

Vi linko i canali dove li potete trovare:

Flavia

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Il Re di Napoli e non solo, sua Maestà il Babà…

Cari lettori, dopo avervi raccontato la storia del cannolo siciliano, aver passato il mese di Dicembre informandovi sulle diverse tradizioni culinarie della nostra Penisola, non posso smettere di raccontarvi le varie leggende, storie e tradizioni che hanno spinto sulle nostre tavole i dolci che più caratterizzano il nostro culto per il cibo.

 

Oggi approderò sul Golfo di Napoli, dove la pasticceria anzi tutta la cucina è qualcosa di sacro, e lo farò con la storia di uno dei dolci la qui fama è mondiale. Chiaramente parlo del re di Napoli, Il babà.

 

La sua storia vi sorprenderà e divertirà.

 

Nasce nella Coorte   del Re Stanislao Leszczinski, re di Polonia dal 1704 al 1735, proclamato sovrano a meno di trent’anni grazie all’appoggio di Carlo XII. Qualche anno dopo fu spodestato da Pietro il Grande, che come contentino gli diede il governo del   Regno di Lorena.

 

Il Regno di Lorena era molto piccolo e comportava molta noia, per questo Stanislao si circondò di studiosi e filosofi tanto da riuscire a programmare una strategia politica che prevedeva l’unificazione di tutta l’Europea ( la prima unione europea insomma).

 

Un progetto che però avrebbe avuto un’attuazione abbastanza complessa per i tempi.

 

Il Re per distrarsi aveva spesso bisogno di qualcosa di dolce ed i suoi prodi cuochi erano intenti a cucinare dolci nuovi quasi ogni giorno.

 

Quella di Stanislao era una prigione dorata per cui niente di strano se ogni tanto si faceva trasportare dall’istinto e beveva qualcosa in più, quello che più preferiva era il rhum. Tosto, scaldante e buono.

 

Un giorno tra un bicchierino ed un altro il povero Stanislao aveva voglia di dolce e i suoi cuochi che   avevano terminato la fantasia e l’estro gli posero davanti l’ennesimo Kugelhupf, un dolce fatto di farina finissima,burro, zucchero, uva sultanina e lievitato con il lievito di birra sino ad diventare una pasta spugnosa ma secca. Indispetitosi per la poca fantasia e   sempre vicino alla sua amata bottiglia di rhum fece cadere erroneamente il contenuto della bottiglia sul dolce, così da ammorbidirlo tantissimo e dando vita ad un dolce saporito, spugnoso ma non più secco.

 

Dopo averlo assaggiato, Stanislao decise di chiamare la prodezza Alì Babà in onore al protagonista del suo libro preferito le mille ed una notte.

 

Dalla coorte di Stanislao presto il Babà approdò in Francia e successivamente dopo a Napoli, dove decise di prendere residenza definitiva, e proprio li gli diedero la forma di fungo che mantiene ancora oggi.

 

 

Re Stanislao, inoltre, attraverso un vassoio di Babà appaiò le inimicizie politiche che atterrivano il suo Stato.

 

Insomma il Babà è un dolce che a tutti gli effetti si può definire Re della pasticceria europea.

Flavia

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LE DIECI COSE DA AVERE O FARE A GENNAIO…

Ragazziii finalmente inizia un nuovo mese e chiaramente un nuovo anno, molti di voi staranno già “espiando” qualche buon proposito da fare per tutto l’anno motivo in più per darvi qualche idea nuovo sullo shopping, serie tv e quant’altro attraverso la mia solita rubrica le dieci cose da avere o fare.

Vi ricordo, inoltre, che sono appena iniziati gli SCONTIIIIIII quindi insomma, datevi da fare.

MAKE UP:

Potrei scrivervi due nuove uscite in fatto di make up, ma siccome come vi dicevo è periodo di sconti, vi scrivo una sola parola SEPHORA, basta andare sul loro sito www.sephora.it per trovare sconti imperdibili…. Con pochi euro potreste farvi arrivare a casa prodotti imperdibili.

OUTFIT:

  1.  MOCASSINI APERTI DIETRO CON PELO: Chiara Ferragni le indossa già da, le sue sono di Gucci , il prezzo chiaramente è un pò alto ma da poco ho visto su internet che alcuni siti ce le hanno a prezzi più abbordabili. Le trovo abbastanza carine e sfruttabili anche in primavera.
  2.  PANTALONE ROSSO VERNICE: must del momento lo trovate sui vari siti a prezzi più che abbordabili, da mettere con scarpe alte o semplicemente con delle snickers.

 

CINEMA:

  1.  IL RAGAZZO INVISIBILE SECONDA GENERAZIONE: supereroe  tutto italiano quello di Gabriele Salvatores, da poco su Rai uno  hanno mandato una sorta di prima parte, dovendolo descrivere potremmo definirlo una sorta di batman invisibile tutto italiano.
  2.  VI PRESENTO CHRISTOPHER ROBIN : Uscito giorno 3 gennaio, un fil di Simon Curtis, la poco nota e complessa storia dell’autore di Winnie The Pooh tra realtà ed esistenza letteraria.
  3.  UN SACCHETTO DI BIGLIE: In uscita giorno 18 gennaio, è la storia di due giovani ebrei che per sfuggire agli attacchi del  nazismo lasciano la Francia con l’impresa ardua di non dover mai ammettere le loro origini ebraiche.

LIBRI:

  1.  IL LATO OSCURO DELL’ADDIO: di Michael Connelly in uscita il 16 gennaio. Harry Bosh si inventa un ruolo da investigatore privato tutto partiolare, la sua missione sembra semplice ma non lo sarà. Rintracciare il figlio di un miliardario in fin di vita. Un giallo tutto da scoprire.
  2.  IL SOLE CHE E’ UNA STELLA: di Nicola Yoon in edicola dal 16 gennaio. Quella tra Natasha e Daniel non è altro che una storia d’amore nata per caso( destino) a New York. Una di quelle storie che ti fa ricrede sull’amore e sulla fatalità degli avvenimenti.

 

 

SERIE TV

  1.  THE STRAIN: la quarta serie in onda venerdì su fox. Una malattia infettiva che ricorda un’antica forma di vampirismo si sta diffondendo ed il professore Ephran Goodwheather dovà capire e cercare di ridimensionare la pericolosa epidemia.
  2.  THE END OF THE F***ING WORD:distribuita da Netflix. Commedia nera su un ragazzo diciassettenne  che pensa di essere mentalmente disturbato e Alyssa, sua compagna di classe, che vede in James la possibilità che la sua vita cambi.

Flavia

 

 

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