La VERA storia della festa della mamma

Oggi giorno 13 maggio 2018 come bene sapete quasi perché bombardati da pubblicità e dalle foto sui social oggi, è la festa della mamma.

 

Molti di noi ( compresa me ) pensano che la così detta festa della mamma sia una festa tutta Italiana, creata dal nulla per vendere pensierini.

 

Come saprete (per chi mi legge con più frequenza) a me piace indagare sulle tradizioni e rintracciare verità che sono date per scontate tanto da esserne ignoranti.

 

Per questo ho   indagato un pochetto, ed ho scoperto che la festa della mamma non è una semplice feste consumistica, come pensavo, ma   una ricorrenza fondata su radici storiche.

 

I primi segni di questa celebrazione sono legati ad antiche popolazioni politeistiche che durante il periodo primaverile celebravano divinità femminili legate alla terra e alla ritrovata fertilità.

 

Successivamente la tradizione passò anche ad i nostri “cugini”, i Greci. I quali   dedicavano alla loro genitrice un giorno dell’anno. La festa coincideva con le celebrazioni in onore della Dea Rea (madre di tutti gli Dei).

 

Ovviamente anche i   Romani intitolavano una settimana intera alla divinità Cibale ( simbolo della natura di tutte le Madri).

 

Superata l’antichità , nell’ Italia moderna, la prima giornata della “madre e fanciullo” fu celebrata il 24 dicembre 1933, durante il periodo fascista.

In quell’occasione vennero premiate le madri più profiliche d’Italia.

 

Questo però non era che un inizio della festa mamma come la intendiamo oggi, infatti la vera festa della mamma ebbe inizio negli anni ’50 attraverso due diverse occasioni.

 

La prima del 1956,   quando Raul Zaccari, (senatore e sindaco di Bordighera) prese l’iniziativa di celebrare la festa della mamma all’interno del proprio Comune.

 

E la seconda, nel corso dell’anno successivo all’esperimento di Zaccari, quando un sacerdote, don Otello Migliosi ( Parroco di Tordibetto di Assisi) ebbe come idea quella di festeggiare si la mamma ma di farlo unendo sia dal punto di vista biologico che da quello religioso (Cristiano nella fattispecie).

 

Da questo episodio ben riuscito il 18 Dicembre 1958 Zaccari insieme ad altri senatori pensarono di presentare in Senato una proposta di legge, per istituire a livello nazionale una festa che celebrasse ufficialmente la mamma.

 

Purtroppo, però   l’intento non andò a buon fine, in quanto mai approvato.

 

Anche se da quel momento in poi i festeggiamenti per le mamme   dilagarono lungo tutte le regioni   del nostro stivale. E da subito la giornata dedicata a questo evento fu la sempre domenica della seconda settimana del mese di maggio.

 

Svelato questo arcano e sancito che la festa della mamma non è una ricorrenza solo commerciale, vorrei cogliere questa occasione per porgere i miei più cari auguri a tutte le mamme e a quelle che lo diventeranno.

Siete motori indiscussi della società familiare, dispensatrici di sorrisi amore e forza.

In particolare però vorrei fare i miei più affettuosi auguri anche alla mia mamma che mi sopporta ed ama ogni giorno.

 

Flavia

 

 

 

 

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ELICOBIO…

Ciao ragazzi, come state?? Spero tutto bene… Per ora ho mille impegni, e tanti nuovi pèrogetti, che spero di mostrarvi a breve. Ho, per questo, un pò trascurato gli articoli che riguardavano le collaborazioni dei prodotti, che provo, mostrandoveli maggiormente sui miei canali social.

Oggi, però, vorrei scrivervi di un’azienda i cui prodotti mi hanno colpito e stupita.

Si chiama ELICOBIO, e come suggerisce il nome è un’azienda di cosmesi tutta biologica. Nello specifico Elicobio produce dei sieri, delle creme e molti altri prodotti per la cura della nostra pelle e lo fa allevando lumache dalla cui bava trae questi, concedetemi il termine, “nettari di bellezza”.

Quando ELICOBIO mi ha chiesto di provare i prodotti che produce, sono andata a cercare( come faccio sempre) delle informazioni sull’azienda e su chi la gestisce ed ho scoperto in questo modo  la sua storia, che sinceramnte  mi ha subito entusiasmata.

Infatti l’idea di questa produzione di cosmesi nasce da una giovanissima imprenditrice, Serena Farina.

Serena con  l’aiuto della sua famiglia  ha creato un allevamento di lumache tutto biologico, che rispetta il ciclo di vita naturale di questi esserini.

Estrae la bava in modo manuale, così da da non far soffrire o morire gli animali. Ed i prodotti che ne ricava  sono compatibili con tutti i tipi di pelle, senza parabeni, nickel, glutine allergeni, sls e sles.

ELICOBIO produce un’innumerevole gamma di prodotti per corpo e viso, ma io ne ho provati due la crema viso e lo shampoo delicato.

LA CREMA VISO è di colore bianco, molto cremosa e poco acquosa dalla sua prima applicazione si può notare una pelle morbida (si, come la pelle di un bambino) e sopratutto ho notato che applicandola spesso cancella cicatrici e renda la pelle molto più luminosa ed idratata ed oltretutto è un ottimo e naturale anti age .

LO SHAMPOO DELICATO è arricchito con camomilla, luppolo e glicerina. E’ ottimo per chi ha i capelli delicati come i miei perchè già dalla prima applicazione noterà capelli più lucenti e voluminosi oltre che morbidi ( infatti li lasdcia così morbidi che personalmente non ho nemmeno messo il balsamo).

Come in ogni mica recensione, vi linko gli indirizzi dove potrete trovare ELICOBIO (BASTA CLICCARCI SOPRA)

http://www.elicobio.ml/ 

https://www.instagram.com/elicobio/

https://www.facebook.com/elicobio/?ref=br_rs

 

Fatemi sapere se anche voi avete o volete  provare  questi prodotti e come vi siete trovati.

Flavia.

Le Dieci cose da Avere o Fare a … MAGGIO!!!!!

Cari lettori, anche Maggio è arrivato e con esso la mia consueta rubrica d’informazione sulle 10 cose da avere o fare anche questo  mese!

MAKE -UP:

 SOLARI BIONIKE: tempo permettendo è iniziata la stagione dei primi soli e questi solari sembrano essere il trend della stagione per la salute della vostra pelle ma anche di quella sei vostri bimbi. I prezzi??? Uguali a quelli di tutti gli atri solari.

 

 MASCHERA BIOPOINT: purtoppo le giornate al mare sono deleterie per i nostri capeeli, sopratutto se sono trattati. Per questo un ottimo rimedio è questa maschera che cercherà di far tornare come prima la vostra splendida chioma.

 

OUTFIT:

   RAYBAN ESAGONALE: che siate donne o uomin i non importa, il trend per questo mese sono gli occhiali da sole, sopratutto questi. Rivisitati e vintage allo stesso tempo sono i rayban, per una donna o un uomo sportivo, ma anche elegante.

 CHIODO GIALLO: il chiodo è sempre sinonimo di primavera o estate ma giallo è molto particolare e versatile.

FILM:

 BENVENUTO IN GERMANIA in uscita il 10 maggio tratta la storia, nemmeno così fantasiosa, di un’insegnante e madre tedesca appena andata in pensione; che decide per questo di prendere in casa un nigeriano per portare stabilità in famiglia e lanciare un messaggio anche alla nazione.

  TONNO SPIAGGIATO è l’irriverente commedia che vede come protagonista Francesco. Un giovane ragazza appena lasciato dalla fidanzata che fa di tutto per riconquistarla. Riesce ad avere un approccio solo al funerale della nonna e da lì scatta in lui la diabolica idea di uccidere un membro della famiglia della ex per stare più tempo con la ragazza. Riuscirà francesco nel suo diabolico intento???

 

SERIE TV:

 In onda giorno 8 maggio su Sky Atlantic.Il miracolo è una serie di Nicolò Ammaniti. l’autore del celeberrimo libro “io non ho paura”, che per la prima volta scrive una sceneggiatura  senza che vi sia un romanzo. la serie si basa sul fatto che durante un’operazione di polizia in un covo di boss della ‘ndrangheta viene ritrovata una statuetta di plastica della Madonna che inizia a piangere sangue. Questo evento avrà terribili ripercussioni sulle vite di tutte le persone che ne sono venute a contatto.

 13 THE REASON WHY  seconda stagione: ebbene si ritornano le drammatiche vicende che hanno portato Hannah al suicidio, nuovi retroscena agghiaccianti, ma questo solo dal 18 maggio.

LIBRI:

 LA FELICITA’ SUL COMODINO: scritto da Alberto Simone, psicologo ma anche regista. La felicità sul comodino è una sorta di manuale che ti insegna a vivere la felicità quella vera e che percepiamo ogni giorno dalle piccole cose.

 IL DIARIO DEI SOGNI: tutto ciò che devi sapere per interpretare correttamente i sogni secondo il principio di Freud.

 

 

Ed eccoci ad i saluti finali ed al termine , anche per questo mese, dei i miei 10 top consigli. Spero che vi siano piaciuti, fatemi sapere se ne avete provato qualcuno e com’è andata.

 

Alla prossima

Flavia

 

 

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La storia della cheescake

Cari lettori, oggi vi scriverò la storia di una torta che di per se è molto conosciuta, apprezzata , cucinata e soprattutto mangiata.

 

Naturalmente mi riferisco   della famosissima Cheescake.

 

Molti di voi penseranno di conoscere già i natali di questo dolce.

 

In realtà la storia della cheesecake è più elaborata ed antica di quello che si pensi.

 

Le prime notizie, certe, risalgono al secolo ottavo avanti Cristo.

In particolare si narra che la realizzazione del dolce, avvenisse per un episodio particolare, le Olimpiadi dell’antica Grecia.

 

Infatti secondo quando riportato dalle testimonianze dell’epoca, questa torta fu ideata come   prelibatezza da offrire agli atleti al termine delle gare sportive, proprio durante le Olimpiadi, in modo che si potessero rifocillare con dolcezza, riacquistare il fabbisogno proteico perso le gare.

 

La bontà e la fama di questa torta, però, hanno fatto si che la ricetta si espandesse raggiungendo   ogni parte del Mondo.

E’ così che ogni Nazione, traendo spunto dalla ricetta originale, ha combinato i propri ingredienti tipici dando vita a delle deliziose varianti.

 

Quella che oggi riconosciamo come la più comune (base fatta da biscotti croccanti con crema al formaggio) è americana, frutto di una ricetta e, forse, anche di un errore.

 

Infatti, James Kraft nel 1872 volendo   riprodurre un tipico formaggio francese e fallendo drammaticamente l’esperimento, diede vita ad un nuovo formaggio, una crema spalmabile oggi conosciuta come Pihiladelphia,   che stabilirà un connubio idilliaco con la cheescake diventandone la farcitura ideale e più conosciuta.

 

Fu proprio la simbiosi creatasi tra la ricetta e la crema che fa   che attribuire erroneamente la nazionalità della torta agli Stati Uniti.

 

 

Insomma la storia della cheescake è tutt’altro che scontata e lineare.

 

Da oggi attraverso il racconto di questa storia saprete che mangiarla, non è solo deliziare il palato ed ingurgitare deliziose calorie ma è anche   gustare un pezzetto di storia che dall’antica Grecia ha conquistato tutto il Mondo, rendendola il dolce più preparato .

 

Flavia

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Cocoa Locks

Ciao ragazzi ma soprattutto ragazze, come avrete notato dalle mie innumerevoli foto sui social, a me piace cambiare spesso hair look.

 

Tutti questi cambiamenti, però, comportano capelli danneggiati che spesso ho dovuto tagliare, anche se a me piace averli lunghi lucenti e folti.

 

Si avete capito, come le campagne pubblicitarie che si vedono per questo ho deciso di collaborare con COCOA LOCKS.

 

Da quando uso i loro integratori i miei capelli sono cambiati, sono allungati di 4 cm e non sono più fragili ma folti.

 

Il programma dura un mese.

 

La confezione è ecologica munita di chiusura ermetica, ed un etichetta che sul fronte indica il nome del prodotto e sul retro le modalità d’uso.

 

Cocoa Locks propone una vasta gamma di gusti, io ho scelto il cioccolato ( che è buonissimo).

 

Ora vi spiego come si usa:

 

bisogna mettere due cucchiani di prodotto (7gr) in una tazza, a questo si aggiungono 140 ml di acqua vicina all’ebollizione.

 

Fatto questo l’integratore è pronto per essere bevuto.

 

 

Invito anche voi a provare per un mese questo prodotto e a scrivermi la vostra esperienza.

 

Flavia

Buon pomeriggio Iger, come state ?? Come state trascorrendo la vostra domenica? Io oggi ho deciso di godermela fino in fondo e per questo mi sto prendendo cura di me, bevendo il mio integratore preferito per capelli ( non so se lo avete notato ma oltre al colore li ho anche tagliati )@cocoalocksofficial e cospargendomi della delicata e profumata crema @ayresbeauty che ormai mi accompagna ogni giorno… Good afternoon Iger, how are you? How are you spending your Sunday? Today I decided to enjoy it to the end and for this I am taking care of myself, drinking my favorite hair supplement (I do not know if you have noticed but in addition to the color I also cut them) @cocoalocksofficial and sprinkling of the delicate and fragrant @ayresbeauty cream that now accompanies me every day 💁 #hair #hairstyle #instahair #toptags @top.tags #hairstyles #haircolour #haircolor #hairdye #hairdo #haircut #longhairdontcare #braid #fashion #instafashion #straighthair #longhair #style #straight #curly #black #brown #blonde #brunette #hairoftheday #hairideas #braidideas #perfectcurls #hairfashion #hairofinstagram #coolhair

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La storia della carbonara nel giorno del #carbonaraday

Quando oggi ho acceso la Tv, tutti ne parlavano ed io ho deciso di non essere da meno.

 

Oggi è il CARBONARA DAY(giorno in cui si celebra la famosa ricetta romana), ed io che spesso vi scrivo articoli che narrano storie e curiosità culinarie, ho deciso di cogliere la palla al balzo per farvi vivere questo giorno non solo dal punto vista del gusto ma anche da quello delle curiosità, scrivendovi la storia della ricetta più antica e buona d’Italia. La carbonara.

 

 

La storia della carbonara ha come quasi tutte le ricette nostrane un’origine incerta e quindi varie ipotesi.

 

Quelle più accreditate e dalle quali si pensa possa aver origine ve le riporto qui di seguito.

 

La prima ipotesi, è definita APPENNINICA. Secondo questa teoria il piatto sarebbe stato inventato dai carbonai (in romanesco carbonari), che dovendo lavorare molto avevano bisogno di portare con loro una pasta che   avesse degli ingredienti di facile reperibilità e conservazione.

 

La carbonara sarebbe dunque l’evoluzione della precedente cacio ed ova di origini laziali ed abruzzesi.

 

Questa teoria trova riscontro nel nome della pietanza, infatti in termine “carbonada” in Abruzzo si riferisce alla pancetta cioè carne di suino salata e cotta sui carboni.

 

La seconda ipotesi possiamo definirla ALLETA. Secondo questa la prima volta che si tratta di questa pietanza   è solo successivamente alla Liberazione di Roma del 1944.

Momento storico nel quale   nei mercati romani apparve il bacon, portato dai soldati alleati.

Sempre secondo questa teoria furono i soldati stessi a combinare questi ingredienti nelle ricette e a dare l’idea ad i cuochi romani di condire la pasta usando uova e pancetta o bacon.

 

Ad affermare l’opzione   resta il fatto che a Roma prima della guerra la ricetta era molto conosciuta.

 

Infine, vi è la terza ipotesi quella definita NAPOLETANA. Fa ricondurre la ricetta alla cucina napoletana.

Questa ipotesi si afferma perché presente in alcune ricette del trattato del 1837 di Ippolito Cavalcanti.

 

La conferma sulla veridicità dell’ipotesi è attribuibile al fatto che la cucina napoletana utilizzi gli stessi ingredienti per la creazione gastronomica di altri piatti.

 

Le imitazioni mondiali di questa italianissima pietanza sono tante, ecco perchè ho pensato di linkarvi di seguito la ricetta proposta da una rivista italiana https://www.grazia.it/cucina/primi/spaghetti-alla-carbonara

 

Fatemi sapere com’è andato il vostro #carbonaraday e se avete trovato interessante il mio articolo.

Alla prossima

Flavia

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la storia dell’uovo di Pasqua

Cari lettori tra qualche giorno sarà Pasqua ( lo so, molti di voi, soprattutto quelli che ormai non frequentano più la scuola dell’obbligo, penseranno che Natale sembra essere passato da poco) e tutti noi compreremo o stiamo già prendendo il simbolo più goloso di questa festa, l’uovo di Pasqua.

E’ proprio per questo motivo che in questo articolo vorrei narrarvi la storia di questa dolce tradizione.

 

 

L’uovo, di per se, è sempre stato un oggetto anzi un “alimento” al quale sia   a sfondo religioso che pagano viene attribuita una certa simbologia.

 

In particolare, il Cattolicesimo,vedeva in passato l’uovo come simbolo della vita, rielaborandolo nella prospettiva della Resurrezione. L’uovo ha una forma molto simile a quella del sasso e per questo sembra essere privo di vita ma in realtà rappresenta una vita   pronta a sbocciare. Da questo lo si vede come simbolo di Resurrezione .

 

L’usanza dell’uovo decorato, però, si sviluppò solo nel periodo del Medioevo come regalo per la servitù.

 

La tradizione di regalare uova nel periodo pasquale si diffuse maggiormente in Germania.

 

All’inizio erano uova decorate. Il processo per colorarle era chiaramente naturale, uova avvolte con delle foglie e fiori in modo da dipingersi naturalmente .

 

Sempre nel periodo del Medioevo prese piede anche la tradizione di decorare le uova con materiali preziosi come l’argento, platino ed oro che ovviamente andavano in dono agli aristocratici e nobili.

 

Dopo il clamore ottenuto durante il periodo medioevale, la simbologia che collegava il concetto di uovo alla Resurrezione continuò per molti altri secoli.

 

Fino a quando   nel XX secolo, da prototipi del Settecento, si iniziò a produrre uova di cioccolata arricchite all’interno da un piccolo presente .

 

La produzione inizialmente fu eseguita solo artigianalmente ma gradualmente avvenne quella industriale. Tanto da creare un vero business come quello attuale che porta le industrie dolciarie a mettere in commercio le uova un mese prima delle festività pasquali, così da far in modo che la clientela possa acquistarle per tempo (un po’ come avviene con i preparativi del Natale).

 

 

Detto questo non mi resta che augurarvi Buona Pasqua e magari chissà, tra qualche giorno potrei stupirvi con qualche altro articolo sulle nostre tradizioni pasquali.

Flavia

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Ayres (Body Butter and Body Lotion)

Cari Lettori, oggi vi scrivo per darvi una delucidazione sull’azienda Ayres con la quale, come avrete potuto vedere dalle foto sui social , ho collaborato.

L’Ayres mi ha inviato due prodotti una Body Lotion e una Body Butter.

La BODY LOTION  “Pampas Sunrise” , idrata la pelle, e lo fa rivitalizzandola con l’azione antiossidante delle vitamine A ed E.

 

I toni del bergamotto mischiati al mandarino, limone, pachiuli e alla menta peperita danno alla crema dal colore bianco e un profumo esotico ed intendo.

La confezione è pratica dal colore marrone, con un diffusore che permette la praticità di applicazione.

Va applicata ogni giorno mattina e sera per avere il maggiore risulato, adatta ad ogni tipo di pelle idraterà la vostra epidermide profumandola per lungo tempo.

IL BODY BUTTER “Midnight Tango”, è un burro anche questo idratante, a consistenza è a base di olii all’arancia e alla vaniglia.

Il profumo è molto dolce, va applicata dopo la doccia o il bagno o una giornata fredda.

la confezione è rotonda, pratica ed ideale da mettere in bagno. L’idratazione che lascia sopratutto nelle giornate più fredde è ottima, p profuma l’epidermide e la liscia.

Fatemi sapere che ne pensate voi, alla prossima.

Flavia

 

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La storia della Sfincia di San Giuseppe…

Come tutti sappiamo oggi è il 19 Marzo, giorno in cui si festeggia il papà e più religiosamente San Giuseppe.

 

In Sicilia, dove ogni scusa è buona per mangiare prelibatezze, durante questa giornata si imbandiscono tavolate piene di ogni più storico ma saporito alimento. Molti sono dolci ma quello che padroneggia sulle tavole di tutti noi siciliani è indubbiamente la “Sfincia di San Giuseppe”.

 

 

Il nome Sfincia deriva dal latino spongia cioè spugna e probabilmente attribuitogli a causa della sua particolare forma che si presenta come una frittella morbida e irregolare, proprio come una vera e propria spugna.

 

L’origine è antichissima compare seppur con nomi diversi nella Bibbia o nel Corano, sembra anche che sia l’evoluzione di dolci Arabi o Persiani fritti nell’olio.

 

Di origine antiche, questa frittella è stata trasformata in un dolce prelibato dall’abilità delle suore del monastero delle Stimmate, situato a Palermo, che lo hanno tramandato ai pasticceri palermitani e dedicato a San Giuseppe, Santo degli umili, come del resto sono gli ingredienti.

 

All’inizio la ricetta era semplice, ma i pasticceri siculi hanno deciso di arricchirla con ricotta, pistacchio e canditi di scorza d’arancia.

 

Un’antica tradizione narra   che la Sfincia venisse preparata dalla suocera per la nuora per cercare di distendere i rapporti tra le due, tipicamente in conflitto per il legame che le lega allo stesso uomo (figlio e marito).

 

Raccontato ciò vorrei fare gli auguri a tutti i Giuseppe o Giuseppa ed i papà che celebreranno la loro festa mangiando una tradizionale ed antica, Sfinge.

Flavia

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“Donne, oltre le gambe c’è di più”. La storia della prima giornalista, redattrice italiana: Matilde Serao.

Cari lettori, è appena trascorsa la festa della donna, e con qualche (circa sette per la precisione) giorni di ritardo (ma sempre con la stessa efficacia) vorrei narrarvi,   di una donna la storia cui non è molto nota ma la cui importanza “mediatica” per noi donne è importantissima.

 

Si tratta di Matilde Serao, prima donna giornalista e fondatrice di un quotidiano.

 

 

Nata a Petrasso il 7 Marzo 1856 dall’unione tra un avvocato napoletano Francesco Serao e Paolina Borely (nobile greca decaduta).

 

Il padre, Francesco, avvocato ma anche giornalista aveva dovuto lasciare la sua città poichè ricercato per movimenti antiborbonici e si trasferì in Grecia dove trovò lavoro da insegnante e conobbe   quella che divenne madre di Matilde, Paolina.

 

Nel 1850 con la caduta di Francesco II, la famiglia si trasferì a Napoli.

 

La vita di Matilde trascorse felice e serena tra la redazioni giornalistiche dove lavorava il padre ma nonostante questò ed il molto impegno della madre imparò solo da grande a leggere e scrivere.

 

Sedicenne riuscì a diplomarsi e a vincere un concorso come telegrafista, lavoro che le servì per aiutare la famiglia. Nonostante fosse impegnata quasi tutto il giorno, iniziò a scrivere per dei giornali.

 

I primi furono brevi articoli scritti per il giornale di Napoli, e a ventidue anni completò la sua prima Novella.

 

Da Napoli partì alla conquista della Capitale, dove la sua fama di donna emancipata conquistò tutti anche nei salotti nobiliari.

 

A Roma trovò marito, lo scrittore e critico letterario Edoardo Scarfoglio, dal quale ebbe dei figli. Anche nel periodo delle gravidanze, continuò a lavorare come scrittrice.

 

Insieme il marito fondarono un giornale a Roma che non decollò e li ridusse pieni di debiti.

 

Per questo   l’incontro con il proprietario del Quotidiano del Mattino, che li finanziò, fu fatale li portò alla decisione di ritornare a Napoli e di aprire un giornale lì : il Corriere di Napoli. Sul quale collaborarono grandi firme come D’Annunzio e Carducci.

 

Nel 1861 Matilde ed il marito lasciarono la testata e con i soldi che racimolarono decisero di fondare un altro giornale, il Mattino.

 

Nel 1900 la firma di Matilde fu estromessa dal giornale e causa di alcuni problemi mediatici, ma lei non demorse e si occupò di una rivista che si chiamava la Settimana, con la quale però non ebbe molto successo.

 

Nel 1903 lasciò il marito per congiungersi con un altro giornalista, Giuseppe Natale. In questo periodo decise di aprire e dirigere un nuovo quotidiano, il Giorno. Così da diventare   la prima donna italiana capace di fondare e dirigere una testata giornalistica.

 

Dopo la morte di Scarofiglio sposò Natale, e soggiunta anche la morte di quest’ultimo, rimase sola   sentimentalmente ma continuò il suo lavoro letterario e giornalistico con la stessa vitalità di prima.

Morì sulla sua scrivania, nel 1927 mentre stava scrivendo un articolo.

 

Matilde è stata una delle prime donne capace di dimostrare in una società prettamente maschilista, che il così detto “sesso debole” non esiste e che essere donna significa riuscir a poter fare e gestire molte cose insieme.

 

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