il grigio del fumo

IL GRIGIO DEL FUMO…

Estate è sinonimo di vacanze  e relax e spesso ci capita di rilassarci in spiaggia leggendo qualcosa, per questo motivo vorrei consigliarvi un libro che  ho appena finito di leggere e secondo me non può mancare tra le letture dell’estate 2017.

 

Si tratta de “IL GRIGIO DEL FUMO”, ultima fatica dello scrittore Daniele Sartini, edito da Castelvecchi. Il volume costa 14 euro e 50 centesimi.

 

Un ragazzo ventiseienne, Sonny, orfano di entrambi i genitori, fa il  lavapiatti presso un ristorante ed è mal  è mal pagato. La  sua vita è abbastanza triste e vuota. L’unica sua passione è il  biliardo. A cambiare gli equilibri di questa triste esistenza  sarà  un’amicizia, quella con Samsung, venditore bengalese di rose. I due insieme si cimenteranno in situazioni nuove, giocheranno a biliardo, viaggeranno e realizzeranno desideri che sembrano quasi impossibili. Solo grazie a questa unione, però, arriveranno  a trovare la cosa che bramano di più: la libertà.

 

Questo libro mi ha stregato sin dalla prima pagina, mi ha trascinato nell’universo di Sonny. Fatto di dolore, rabbia, amicizia e passione. Sentimenti tali che  mischiati hanno dato vita ad un personaggio complesso ma  capace di arrivare all’anima del lettore e di fargli vivere ogni singola emozione.

 

Sonny, in fondo,  sono anche io, anzi no. Sonny è ognuno di noi. Siamo lui quando cerchiamo  di crescere in questa società che non ci gratifica e valorizza per quello che valiamo. O quando le incomprensioni con nostri i familiari ci lacerano dentro. Siamo lui, quando ci affidiamo ad un amico, lo scegliamo come complice,compagno di crescita ed avventura. Quando in noi nascono nuove vite nuove, capaci di vincere contro tutto e tutti e di raggiungere qualsiasi obiettivo che ci siamo prefissati.

 

Vi consiglio “Il grigio nel fumo” perché è una lettura attuale, piena di sentimenti tristi e al contempo di una rinascita interiore . E poi, chissà…magari perché attraverso essa possiate trarne uno spunto di riflessione sul senso della vostra vita.                                                                                                                     Flavia Gioia

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tintarelladiluna

TINTARELLA SI, MA DI LUNA…..

Dopo una breve pausa ci rincontriamo cari lettori ,forse avrete pensato che con l’arrivo dell’estate  #thecrazyjoy  si fosse messa in ferie ,ed invece no,sono ancora qui malgrado l’afa palermitana.
Per molti ,come me, l’estate non è sinonimo di relax ma di studio,stress ed impegni di ogni tipo resi più faticosi dalle  temperature africane. Con l’arrivo della bella stagione per noi “sfortunati”arrivano anche le paranoie causate dal colore anzi cedetemi il termine appena coniato “dall’incolore” della carnagione.
Estate,in effetti,è sinonimo di mare,spiagge e soprattutto “tintarella” che sembra essere l’unico accessorio per essere veramente cool.
Ma oggi vi svelerò come questa moda ha avuto origine…
Partendo dagli antichi romani , passando dai poeti del dolce stil novo  fino ad arrivare al 1800 il colorito pallido era il must per l’aristocrazia .Coloro i quali si abbronzavano,infatti, erano soltanto contadini,schiavi o comunque gente che svolgeva lavori usuranti all’aperto e  quindi , plebei.
Pochi sanno,però che a rivoluzionare lo stile borghese,fu una DONNA icona indiscussa della moda e, lasciatemelo dire, della rivoluzione femminile. Di chi si tratta?
 Ovviamente Madame Coco Chanel,che nel 1923 tornò in Francia da un viaggio in Costa Azzurra con un incarnato dorato.
 Chiaramente era un’abbronzatura da quella che siamo abituati a vedere oggi.
Questo perché i look balneari dell’epoca erano alquanto castigati e  comprendevano
 vestiti che andavano dalle spalle alle ginocchia e  pantaloni che scendevano fino alle caviglie ,il tutto indossato sopra il busto.
Ma oramai l’incarnato scuro stava prendendo campo,infatti  nello stesso anno in Giappone uscì la prima crema solare e nel  1935 fu ideato un olio che proteggeva dai raggi UV.
Il vero boom per la tintarella,però, si ebbe tra gli 40’ e 50’ grazie alle grandi star di Hollywood che apparivano radiose sui grandi schermi con la loro abbronzatura.
E  continuò negli anni 80’ e 90’  diventando la nuova moda sempre più spregiudicata fino ad arrivare al nudismo.
Oggi  regnano i centri estetici con solarium e creme autoabbronzanti capaci di regalarti chimicamente ed in poco tempo coloriti artefatti,spesso troppo, senza  però farti lasciare mai la città o gli impegni.

Quindi questa della tintarella sembrerebbe  una moda ormai radicata,ma non disperate “visi pallidi”, per noi c’è ancora speranza . Chissà che tra qualche anno non vi sia un inversione di stile,perché si sa prima o poi le mode tornano.

                                                                                                                        Flavia Gioia
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Tradizione o sentimento? Tra apparire ed essere…

Tradizione o reale sentimento? Dietro a questa domanda si celano alcuni dilemmi più o meno complessi dell’esistenza umana basata sul rapporto individuo – individuo. Il successo di una relazione di qualsiasi tipo è dato dalla spontaneità dei gesti, dei pensieri, del linguaggio… e non su vincoli tradizionali.
Spesso dove nasce la tradizione muore il sentimento. Conosco persone che pregano santi, partecipano a riti religiosi ma non sono mai in pace con se stessi e gli altri. In loro domina la legge della tradizione e della propria immagine sempre assetata di consensi e per questo riflessa nei canoni della mente altrui.
La tradizione spesso non è un’occasione per il sentimento ma per l’ipocrisia sì…eccome!!!
Ricordo che in un paese della Sicilia, alle porte di Palermo, è stata intitolata due volte la stessa piazza a due personalità locali illustri diverse a distanza di pochi anni. Gli amministratori si giustificarono spiegando che al primo dedicatario era stata intitolata una via, quindi quella piazza  (forse spazio del riciclo di eroi) era ritornata senza nome.
Sempre nello stesso paese, viene premiato giustamente un soccorritore eroe, peccato però che il premio sia stato intestato ad una persona dallo stesso cognome ma dal nome differente. Ed anche il sesso del soggetto soccorso nel riconoscimento diventa da femminile a maschile.
Apprezzo la buona volontà di fare qualcosa di buono ma se fatto meglio non sarebbe male. Basterebbe un po’ più di attenzione ed un po’ di sana genuinità fuori dall’eccessivo vigore istituzionale.
Conta così poco allora la memoria e il sentimento? Serve solo a compiacere agli occhi dei potenti? Non dovrebbe e non deve essere così. Ma se la tradizione non vince e non combacia col sentimento (come spesso accade) ci ritroveremo continuamente sballottati nel mare della confusione, ancora ben troppo lontano della “leggenda nera dove un uomo piange in solitudine” della quale parlava il poeta francese surrealista del ‘900 Paul Eluard nella sua poesia “Non arriveremo alla meta ad uno ad uno ma a due a due” (verace inno alla condivisione ed al reale sentimento) ed in fondo… diciamocela tutta: è quello che ci meritiamo.

Gabriele Vernengo

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Food biologico :Olivia 100% Right food

L’estate è già arrivata. Tutti parlano, scrivono e si  scambiano consigli su  diete, cibi iporcalorici, dimagranti,ecc… Ed  io, che sono sempre stata una tipa alla quale piace andare controcorrente, oggi vi vorrei parlare di una  mia personalissima esperienza legata ad una particolare moda: quella del cibo.

Ieri sera, io e delle mie amiche, compagne di sperimentazioni culinarie, ci siamo imbattute quasi per caso  da “Oliva ”, ristorante biologico nel pieno centro  di Palermo, in via Paternostro, 7 (zona Politeama).

Un locale dal design molto semplice ma anche carino, accogliente e raffinato, ideale come punto d’incontro per giovani e meno giovani che apprezzano l’arte del buon cibo ad un prezzo accessibile.

Quello che colpisce subito, prima ancora del menù scritto sulle pareti del locale, è la gestione insieme al personale, molto competenti, gentili e premurosi che mettono subito il cliente a proprio agio, spiegando le possibilità di scelta  di ordinazione (cena o aperitivo) e mettendosi a loro completa disposizione.

Cucina tipicamente siciliana ma con una marcia in più, biologica, comprendente valide e golose alternative vegane .

Dopo aver ordinato, la casa si premura di portare in ogni tavolo, come omaggio, un tagliere comprendente  olive e del pane condito con l’olio ed origano, nell’attesa che le ordinazioni siano pronte.

Io e le mie commensali, tra le due alternative (cena/aperitivo) abbiamo scelto la cena. Tra vari primi e secondi  io ho optato per l’Oliva Burger : hamburger  di carne di manzo da 200 grammi con prezzemolo, senape, paprika, cipolla, tuma, pancetta e vastedda (particolare salsa di pomodoro dal sapore squisito), accompagnate da un contorno di gustose patatine fritte. Non contenta di tutto questo ben di Dio e avendo ormai attaccato al chiodo  la missione ”prova costume”, decido di  sgraffignare ad una  delle mie due   “compagne di sperimentazioni” il suo piatto, l’unico nel tavolo diverso dal mio: pappardelle di grano rusello con pesto di basilico bio, fagiolini e patate. Dopo tutto questo cibo pensavo  che le “sorprese” fossero finite invece la casa, ci stupisce ancora omaggiandoci di pane ed olive (il tutto servito in un tagliere) e dopo aver chiesto il conto, ci offre il caffè.

Oliva è un posto adatto a tutti dove a fare da padrone è la delicatezza della cucina, insieme alla cura dei dettagli, caratteristiche che spesso sfuggono a molti ristoratori ma che invece sono il  punto di forza di  questo ristorante bio.

Probabilmente per quest’anno la missione dieta sarà svanita, ma quella di  provare tutto il menù di Oliva  è appena avviata. Vi consiglio di farci  un salto ed anche più di uno! Comunque  per darvi un’idea vi posto alcune delle foto che ho scattato…

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BLOGGER,FASHION BLOGGER O INFLUENCER : LA MODA DEL BLOG…

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Sembrano quasi figure mitologiche. Il Web, ne è stracolmo,ma in realtà fanno parte di un modo di fare informazione in uso da anni. L’avvento dei social network nello specifico: Facebook e Twitter, li ha per qualche anno apparentemente eclissati. Loro sono i blogger. Siamo un po’ lontani dal blog che noi generazione anni 90’ usavamo su MSN per raccontarci e farci conoscere ad i nostri amici.

Ora lo spirito è cambiato. Aprire un blog è un potenziale investimento, crea visibilità e può diventare un vero e proprio BUSINESS.

L’ aspirazione massima per il blogger (autore del blog) sta nel vendere le proprie idee e la propria immagine così da poter diventare < il prodotto di se stesso> . Tutto questo interesse mediatico   ed economico ha origine in un ambiente patinato fino a qualche anno fa accessibile solo ad un’elite: LA MODA.

Ha lanciato e in alcuni casi rilanciato ragazze e ragazzi sui quali nessuno prima dell’era digitale avrebbe scommesso, creandone veri e propri vip, spesso di fama nazionale o addirittura mondiale. Da qui, nasce l’eccezione più discussa e famosa,al momento, di blogger. Si tratta dei così detti fashion blogger o influencer. Ragazzi che con l’aiuto di un   social network , Instagram (dove vi è la gara a chi ha più seguaci, i così detti follower ) ,sono riusciti a diventare delle vere icone di stile e di vita, imitati e seguiti un po’ da tutti. Due   nomi su tutti??? Chiara Ferragni e Mariano Di Vaio. Sono loro i personaggi mediatici del momento, che con   i loro blog, sono riusciti a farsi notare dal mondo della moda, diventando milionari imprenditori, invidiati in Italia e negli Usa. Mariano e Chiara sono   solo due dei tanti nomi,che al momento impazzano sul web e tra le classifiche dei personaggi (blogger nello specifico) più cliccati.

Ma la moda non è l’unico “teatro di battaglia” per i blogger.

Da qualche tempo si fa sempre più spazio ad un’altra tipologia di blog, ovvero   quella gastronomica, “mamma” di una nuova figura, il foodblogger,critico culinario non qualificati con la passione per il cibo e la cucina.

Insomma, ormai viviamo in una società web che   a differenza di quella reale, tenta di dare a noi giovani, canali e mezzi affinché le nostre passioni possano diventare dei lavori veri e propri.

Flavia

Benvenuti….in #thecrazyjoy

Ciao,mi chiamo Flavia e questo è il mio blog…#thecrazyjoy. Ho deciso di aprire questo sito per avere uno spazio ,tutto mio,sul quale scrivere di mode del momento;non  intese come look o outfit vari  ma come Usi e Costumi della società. E  non solo….. #Thecrazyjoy  nasce con l’intento di coinvolgere tutti coloro i quali hanno voglia di scrivere,infatti chiunque volesse  può contattarmi  mandandomi un articolo ,su twitter,facebook,instagram o via mail:flaviettagioia1991@gmail.com ,e sarà pubblicato!!!! Spero che questo sito vi piaccia e pian piano prenda forma anche grazie al vostro aiuto.

Vi ringrazio per la cortese attenzione ,a presto…

                                                                                                                       Flavia 

                                                                                          15449894-illustrazione-wordcloud-di-benvenuto-lingue-diverse-in-forma-nuvola-Archivio-Fotografico

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