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EKLEKTIKASAPO

Cari lettori, le vacanze sono finite (per chi le ha avute) e si torna alla vita di sempre, un nuovo anno fatto di nuovi propositi.

I miei buoni propositi per questo 2018 ripartono da me, per cui mi sono messa a dieta e con la regolarità e dedizione di sempre vado in palestra, ma ho deciso di ripartire da me curando ogni minimo aspetto tra cui quello dell’igiene( non che prima non lo curassi), ma da poco tempo cerco di far si che i prodotti che uso siano naturali e che rispettino la mia epidermide.

Per questo oggi vorrei parlarvi della mia splendida collaborazione con un marchio tutto artigianale di saponi, che si chiama EKLETIKASAPO.

 

Prodotti artigianali fatti   a Firenze gli EKLETIKA SAPO sono curati nei minimi dettagli dai pacchetti che li contengono ad ogni singolo ingrediente che li compone.

 

Mi sono arrivati tre saponi grandi e tre campioni, come vi dicevo il pacchetto di ognuno di essi è curato nei minimi dettagli fatti di cartone con il bordino con dei fiorellini che li rendono ottimi regali, potete vederli  sul mio profilo Instagramhttps(://www.instagram.com/p/BcfJSXfnK_v/?taken-by=the_crazy_joy) ognuno di essi ha poi il sigillo con sopra il logo di EKLETIKASAPO.

Ogni sapone ha un nome, oltre ad essere contenuto in questo fantastico pacchetto all’interno ha una piccola etichetta all’interno della  quale è avvolto il prodotto  e sul retro di usata  sono scritti  tutti gli ingredienti utilizzati  per la realizzazione.

 

I prodotti che mi sono arrivati in dettaglio, sono questi.

 

THE CREAMY MINTY SOAP   gli ingredienti sono: cocco, olio, strutto, olio di colza, olio di ricino, burro di karatè, olio di mandorle, naOH, acqua denim, yougurt, EO menta arv,sodio citrato, tetrasodio etidronato, miche minerali cosmetiche, Tio2, seta, fragranze per sapone, glitter. L’odore è molto fresco e frizzante ma allo stesso tempo coniuga delle note di dolcezza date dallo yougurt e mandorle dolci. Il tutto realizzato con colori allegri e puliti. Ideale sia per il corpo che per il viso visto le sue proprietà nutrienti.

 

AQUA TIGER SOAP gli ingredienti sono olio di cocco, olio di oliva, olio di riso, strutto, olio di ricino, olio di palma, karitè, cera d’api, naOH, acqua, tetrasodio, etidronato, yougurt vaccino, semi di papavero, miche minerali cosmetiche, Tio2, seta, fragranze per sapone, cosmetic glitter. Il profumo è vivace. Idrata e nutre la pelle senza però essere aggressivo, ideale sempre per viso e corpo.

 

MILD AUTUMN SOAP: la creatrice,a rispetto del fatto che cura ogni sua singola opera, mi ha chiesto di usarlo per ultimo poiché realizzato più recentemente degli altri.

Gli ingredienti sono: oliva, cocco, palma, karitè, babassu, ricino, colza, naOH, acqua denim, tetrasodio etidronato, sodio citrato, miche minerali cosmetiche, fragranze per sapone. Il suo profumo è ricercato, annusandolo si sente il chiaro richiamo all’autunno . Idratante ideale per viso e corpo.

 

I THE PRECIOUS GEM SOAP,   THE RAIN FOREST SOAP, THE ROCK & ROLL SOAP sono i nomi dei tre coloratissimi tutti e profumatissimi campioni.

 

Vi svelerò un segreto questi saponi oltre ad essere ottimi per la detersione, hanno un profumo così buono e forte che se conservati in un cassetto lo profumano ecco perché io ho grattato poca parte del prodotto, riposto in una bustina traspirante e messo all’interno dei miei armadi e vi assicuro che il risultato è stato ottimo. Chiaramente appena finirò di consumare il prodotto intero che per altro ha una durata ottima  passerò all’uso anche del prodotto che ho grattato.

 

Vi lascio qua linkati i loro contatti   dove trovare EKLEKTICA SAPO, vi risponderà una ragazza dolcissima e precisissima nella preparazione dei suoi prodotti. Fatemi sapere come vi trovate, buona detersione, e buon inizio anno che tutti i desideri ed i propositi che abbiate in mente si possano avverare.

www.etsv.com/it/shop/eklektikasapo

(Sulle pagine Instagram e Facebook basta cliccare per accedervi.)

Pagina Instagram: https://www.instagram.com/eklektikasapo/

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Flavia

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La befana vien di notte, si ma perchè ha tutte le scarpe rotte??

Tra qualche giorno concluderemo il ciclo delle feste natalizie (finalmente) con l’epifania, e dopo aver scritto la vera storia di Babbo Natale mi sembra legittimo far lo stesso con colei che invece conclude ogni festività: la Befana.

 

Siamo abituati ad associare alla Befana, una vecchietta dall’aspetto non molto gradevole. Il suo look come anche recita la filastrocca “…la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…” non è neanche tra i più sofisticati, ma nonostante tutto i bambini ogni notte tra il 5 ed il 6 gennaio l’aspettano con trepidazione. Ma perché la Befana è una vecchietta dall’aspetto trasandato? E perché arriva il proprio il 6 gennaio? E come mai porta dei doni che sono sempre contenuti in una calza? Queste sono solo due delle questioni che ognuno di noi, almeno una volta nella vita si è posto ed alle quali io con questo articolo vorrei rispondere!

 

L’origine di questa festività fu connessa ad un insieme di riti agricoli propiziatori per i campi che con l’inizio di un nuovo anno iniziavano a prepararsi per un nuovo raccolto.

I Romani continuarono a celebrare tale tradizione.

Con il passare degli anni e l’inizio del contrasto tra cattolici e pagani la Chiesa condannò tutte le festività non religiose tra cui la befana , tanto da renderla umana infatti assumesse l’aspetto di una povera vecchietta con una scopa( antico simbolo che rappresentava la purificazione delle case e delle anime in previsione della nuova stagione).

 

Successivamente fu   accettata dal Cattolicesimo come una sorta di dualismo tra il bene ed il male.

 

Nel 1928 in concomitanza con il periodo fascista si celebrava una befana un po’ politica “la Befana fascista dove venivano distribuiti regali ai bambini delle classi meno abbienti, cosa che si protrasse anche successivamente tal periodo ma solo nella Repubblica Sociale italiana.

Alcune leggende legano la Befana ad i Re Magi, infatti narrano, che i tre uomini non riuscendo a trovare la strada per Betlemme chiesero aiuto ad una vecchietta che sgarbatamente rifiutò di ascoltarli e che pentitasi subito dopo del   gesto poco carino preparò un sacco pieno di dolci e si mise in loro ricerca, fermandosi in ogni casa a donare dolciumi ad i bambini nella speranza che qualcuno di loro fosse Gesù.

 

Chiarita la questione del personaggio ora rimane un punto sul quale fare luce, la calza, storico presente della Befana.

 

La vecchietta porta tradizionalmente i suoi doni contenuti dentro delle calze che i bambini di ogni tempo appendevano nel punto più in vista della casa.

 

La scelta di questo indumento è da ricollegarsi alla praticità poiché le calze  da sempre   sono uno degli indumenti indispensabili durante la stagione fredda   e inoltre contenitori perfetti a disposizione di qualsiasi persona.

 

 

Dunque la Befana non è altro che una vecchietta portafortuna. Un piccolo auto incoraggiamento per un anno che dobbiamo ancora vivere, con la solita ma unica speranza che possa essere migliore di quello che abbiamo già affrontato e   che possa regalarci tanta serenità, con questo vi auguro buon Anno e buona Epifania.

Flavia

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Gli struffoli e la loro storia…

Cari lettori, come vi avevo annunciato qualche articolo fa, questo mese ho intenzione di “scavare” nella storia dolciaria natalizia italiana. E date le innumerevoli richieste ricevute sui social ho deciso di dedicarmi alla tradizione culinaria Campana, in particolare quella   napoletana il cui Natale è “addolcito” da svariate prelibatezze, una su tutte: gli struffoli.

 

Farina, uova, zucchero, burro ed aromi, impastate danno vita a delle palline che   fritte in olio bollente o strutto dovranno essere   raffreddate e intinte o per meglio dire avvolte nel miele che gli permetterà di poter essere assemblate nella loro forma tradizionale cioè ciambella o piramide e decorati infine con frutta candita, confettini argentati o zuccherini variopinti.

 

La loro origine, come molti altri dolci tradizionali è da legarsi alle antiche dominazioni che ci hanno attraversato. Nello specifico gli struffoli hanno origine dall’arte culinaria greca, proprio per questo il nome struffolo che si pensa derivi da “strongoulus”arrotondato e “pristòs” tagliato per assonanza “strongoulus pristòs” pallina rotonda tagliata.

 

Qualche altro nel corso del tempo si è inventato che il nome struffolo derivi da “strofinare” gesto che fa chi lavora la pasta per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in palline, o che si chiami così perché mangiandolo strofina il palato.

 

Partiti dalla Grecia, approdati sul golfo napoletano, la loro fama e bontà ha percorso e addolcito tutto lo Stivale. Soprattutto le zone meridionali, che magari ne hanno cambiato il nome ma mantenuto ingredienti e ricetta.

 

Il connubio perfetto tra morbidezza, croccantezza e dolcezza, si adatta al clima festoso da sempre. Soprattutto in tempi antichi quando la povertà era tale da non garantire al popolo un pasto giornaliero     e l’unico momento nel quale si aveva la sicurezza di cibarsi era Natale e gli struffoli erano la rassicurante dose di dolcezza.

 

Venivano preparati nei conventi, dalle suore di ogni ordini e recati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.

 

Tutto negli struffoli è importante dal miele simbolo del cuore di Gesù bambino che li rende per questo dolce natalizio ad i canditi parte integrante e non solo decorativa di questo buonissimo dolce.

 

 

E con questa breve ma significativa storia, vi auguro di mangiare i piatti tipici che bandiranno le vostre tavole e di trascorrere un buon e santa Natale.

Flavia

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Babbo Natale e la sua (VERA) storia

Quando ero bambina ed arrivava Natale il mio più grande desiderio era quello di vedere scender giù dal mio camino Babbo Natale. Negli anni purtroppo sono cresciuta e come tutti i bambini che abbandonano un mondo fiabesco nel quale il bene prevarica sempre sul male, i miei genitori sono stati costretti a darmi la brutta notizia. Babbo Natale NON ESISTEVA. In tutto questo tempo mi sono sempre chiesta com’è che milioni di bambini riuscissero ad immaginare ed idealizzare questo vecchietto dalla lunga barba bianca che arrivava sempre e solo a Natale.

Essendo ormai cresciuta, ho deciso di fare quello che avrei voluto fare ad i tempi, scoprire la VERITA’. Ed è per questo che oggi voglio condividere con voi la VERA storia di Babbo Natale.

 

In realtà Babbo Natale ha origine da un uomo anzi da un Santo, San Nicola.

Uomo greco del 280 d.C che divenne vescovo di Mira cittadina dell’Asia Minore (attuale Turchia), difensore della fede cristiana negli anni in cui il cristianesimo era ragione di persecuzione . L’iconografia ha tramandato molte sue immagini, ma nessuna simile all’attuale figura di Babbo Natale, uomo cicciotto e dalla barba bianca.

 

Dopo la morte avvenuta il 6 Dicembre di un anno non perfettamente identificato del IV secolo, la figura del Santo spopola tra i cristiani tanto da diventare protettore dei bambini e dispensatore di doni. Le ragioni di questa attribuzione sono da ricollegarsi a delle leggende diffuse in Europa nel 1200.

La prima narra la storia   di un giovane vescovo, Nicola per l’appunto, che riuscì a salvare tre povere ragazze dalla prostituzione   facendo recapitare in segreto tre sacchi d’oro al padre che salvandosi dai   dai debiti potette assicurare loro una dote.

La seconda, invece, racconta che Nicola recatosi in una locanda il cui proprietario in precedenza aveva ucciso tre ragazzi, fatti a pezzi, messi sotto sale e serviti come cibo agli ignari clienti. Smascherò il delitto e compì il miracolo di far resuscitare le vittime.

 

Questo santo, attraversa i secoli ed   ogni 6 di dicembre puntuale come un orologio svizzero porta regali ad i bambini buoni e punisce quelli che non si sono comportati bene . Percorre un così lungo lasso di tempo, si scontra con quella che è la storia e la società che cambia . Proprio per queste ragioni durante il Cinquecento, periodo nel quale la Riforma Protestante aveva vietato il culto dei santi, perde il primato ed i regali che avrebbe dovuto recapitare passano d essere recapitati il 25 di Dicembre per conto di Gesù Bambino che però, a differenza del santo non lo si può far immaginare ad i bambini come figura che punisce.

Per questo si pensò, di far si che ad i bambini non fosse Gesù Bambino a mandare i doni ma un   aiutante forzuto, nacquero così   nel mondo germanico alcune figure tra il folletto ed il demone capaci d’intimorire i bimbi più cattivi.

Sembra impensabile ma   anche da questo nasce la figura del nostro Babbo Natale.

 

Con la scoperta del Nuovo Mondo gli immigrati nord europei portarono con loro queste leggende.

Nell’Ottocento, grazie ad alcuni poeti intenti a stabilire anche in America il Natale inteso come festa per le famiglie si riprese e rivisitò   il culto di San Nicola, ribattezzandolo Santa Claus. Lo resero un po’ più laico e magico tanto da rendergli possibile l’attraversata dei cieli con partenza dal Polo Nord e di una slitta trainata da otto   renne volanti.

 

Una volta standardizzata in America la figura di Santa Claus, ritorna anche in Europa, dove si afferma grazie alla pubblicità di una bevanda americana, la Coca Cola, ed ad i soldati americani sbarcati per salvare e ricostruire l’Europa dopo il secondo conflitto mondiale.

Di lì a poco il volto di Babbo Natale verrà legato con l’immagine della rinascita dell’Europa.

 

Ed ecco la storia del “nonnino” più famoso della Terra, che ho aspetto arrivare a casa mia per diversi Natali il cui solo pensiero mi riporta all’infanzia. Quando la festività del Natale non aveva nessuno stress e contorno, ma era spensieratamente Natale.

Eccomi, Io da piccola, che incontro lui… BABBO NATALE!!!

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Santa Lucia: la vera storia tra cuccia ed arancine…

Il tredici Dicembre in tutta Europa si festeggia Santa Lucia, ultima festività che precede quella del Santissimo Natale.

 

La storia di Santa Lucia è travagliata e dolorosa. Nacque nel XIII secolo a Siracusa, in Sicilia, di buona famiglia è promessa sposa ad un suo concittadino, destinata quindi   ad un futuro roseo, per quel tempo, di moglie e madre.

La sua vera storia inizia quando la madre si ammala e Lucia per chiedere la grazia della guarigione si reca a Catania sulla tomba di Sant’Agata. Quest’ultima apparendole le predice il suo cammino, dovrà dedicarsi ad i poveri e morirà per la sua fede. Ritornata a Siracusa, accertatasi della guarigione della madre, lascia il fidanzato e si reca nelle catacombe ad aiutare i poveri, donando loro quella che sarebbe dovuta essere la sua dote. Il fidanzato, scioccato da questi eventi, non comprendo le ragioni di queste scelte, la indica alle autorità dell’epoca come   cristiana, facendola così perseguitare.

Lucia una volta identificata non fatica ad   affermare davanti alle autorità la sua   fede ed il suo essere cristiana e viene condannata a morte. Prima di essere trascinata via predice all’imperatore che da lì a poco morirà e che le persecuzioni cesseranno, cosa che dopo qualche anno accadde veramente .

 

Santa Lucia è inoltre la Santa protettrice degli occhi. La leggenda narra che Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi glieli abbi chiesti in regalo. E lei glieli donò ma dopo averlo fatto miracolosamente le ricrebbero ancora più belli di prima. Il giovane allora chiese anche questi in regalo ma la giovane rifiutò così venne accoltellata al cuore.

 

Il giorno nel quale viene festeggiata è il 13 Dicembre, ogni cultura ha una tradizione che rispetta ci sono posti come nell’ Italia del Nord dove i bambini le scrivono delle letterine dicendo che sono stati buoni per tutto l’anno e pregandola di ricevere buoni doni. Addirittura in Svezia e Danimarca è abitudine che il tredici mattina la figlia maggiore si vesta con una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita, con il capo coronato da un intreccio di rami verde e sette candeline, porti caffè ad i familiari, accompagnata dalle sorelle minori   vestite anche loro con tunica e cintura bianche.

 

In Sicilia invece Santa Lucia è una festa molto sentita, infatti è la patrona della città di Siracusa. Ha un posto d’onore anche nel culto religioso palermitano, infatti si astengono anche loro dal cibarsi di pane e pasta in ricordo del miracolo che compì, per liberare Siracusa dalla carestia.

 

Si racconta che fece arrivare un carico di grano in città e data la   gran fame degli abitanti lo consumarono direttamente così, bollito con un po’ di olio. Questo sarà un piatto che entrerà nella tradizione e si chiamerà CUCCIA.

Chiaramente con il tempo e con le contaminazioni tra città la sua preparazione è cambiata. La cuccia soprattutto nel palermitano, non è più un piatto povero che ricorda la pestilenza ma somiglia più ad un dolce e si prepara con grano bollito con crema di ricotta e scaglie di cioccolato.

 

Un altro alimento che sostituisce, nel palermitano, ma ormai in tutta la Sicilia e non solo il pane e la pasta per il giorno di santa Lucia è l’ARANCINA. La sua origine è vaga come forse è vaga la sua etimologia che ha interrogato anche l’accademia della Crusca. Tuttavia si fa risalire l’origine di questa pietanza alla dominazione araba, infatti loro avevano l’uso di appallottolare il riso con lo zafferano e condirlo con carne di agnello creando delle polpette. Tutte le polpette nel Mondo arabo richiamavano la frutta e per questo speciale impasto si pensa che scelsero un nome che richiamasse   l’agrumo di cui era ricca l’isola, l’arancia.

 

 

                                    Flavia

 

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L’albero di Natale, il tradizionale addobbo di Natale.

Cari lettori, come vi avevo annunciato sul mio articolo riguardante la storia del panettone, per questo mese ho scelto di dedicarmi, quasi esclusivamente alle tradizioni culinarie che riguardano le feste, ed allo stesso modo mi piacerebbe fare un excursus su quelle che sono le TRADIZIONI, italiane e non, più importanti   del periodo natalizio.

 

Il “rito” sul quale vorrei soffermarmi e proprio quello dell’albero di natale, con il quale ,nell’immaginario comune, si da inizio al periodo delle festività.

 

Tradizione vuole che l’istallazione debba compiersi tra giorno 7 e giorno 8 di dicembre.

 

Alla base della storia di questi alberi vi sono usanze che riguardano varie culture, ad esempio, i Celti decoravano degli alberi durante la celebrazione del solstizio d’inverno. I Vichinghi quando il sole spariva, durante la notte più lunga dell’anno, per auspicarsi il ritorno della luce preparavano un abete rosso che credevano magico, poiché anche d’inverno resisteva al grane freddo. Alcuni di loro usavano anche portare nelle loro case alberi di abete e decorarli con frutti ricordando la fertilità che la primavera avrebbe riportato. Anche i Romani usavano decorare rami di pino durante le calende di gennaio (il primo giorno di quel mese).

 

L’avvento del Cristianesimo, diede all’albero una valenza più religiosa infatti si identificava nell’albero addobbato per Natale il simbolo di cristo o secondo altre leggende quello dell’albero della vita di cui parla la Bibbia che cresceva nell’eden. Anche se in origine i cristiani preferirono utilizzare l’agrifoglio che simbollegiava la corona di Cristo.

 

Il Medioevo intese l’albero di natale come una prefigurazione della rivelazione cristiana, ma anche come una rinascita dalla vita dopo l’inverno.

 

L’uso moderno dell’albero di natale si ebbe secondo alcuni a Tallin in Estonia nel 1441quando fu eretto un grande abete in piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli(uomini e donne)ballavano alla ricerca dell’anima gemella. Tradizione ripresa nella germani del quindicesimo secolo.

Secondo altri l’abete come lo conosciamo oggi sarebbe originario della regione di Basilea in Svizzera dove se ne trovano tracce risalenti al tredicesimo secolo. Altri ancora pensano che l’abete moderno sia nato in Germania nel 1611,dalla duchessa di Breig, che secondo la leggenda aveva fatto adornare il castello per festeggiare il Natale ma si accorse che un angolo dell’edifico era rimasto vuoto e per questo ordinò di prendere un abete dal giardino e di farlo trapiantare in un vaso e collocarlo all’interno di quell’angolo.

 

In Italia il primo albero di Natale fu realizzato nel Quirinale dalla Regina Margherita e da lei la moda si diffuse in tutto il Paese nel corso del Novecento.

Oggi l’albero di Natale è l’addobbo natalizio per antonomasia, viene installato nelle piazze di tutto il Mondo, rendendole ancora più belle e creando un’atmosfera quasi fiabesca.

Ecco a voi qui di seguiti alcuni degli alberi realizzati quest’anno in Italia ed all’Estero.

 

Flavia

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Il dolce leggendario per eccellenza : sua maestà il PANETTONE

Tra poche settimane sarà Natale e le nostre tavole si imbandiranno di cibi e piatti tradizionali, per questo durante il corso di questi giorni, nella sezione del mio   Blog “Flavia food” ripercorrerò le tradizioni culinarie della mia terra (la Sicilia) e non solo, cercherò di fare un breve excursus culinario che percorra altre regioni d’Italia.

 

Inizierò da quella che è una trazione dolciaria lombarda ma che considero una tradizione tipica ormai di tutto il Paese e non solo, infatti, nel corso del tempo si è affermato come tradizione dolciaria anche all’Estero diventando il RE delle tavole natalizie.

 

Ovviamente sto parlando   del PANETTONE.

 

 

La nascita del panettone, come vi anticipavo, è di fattura lombarda sulle origini della ricetta vi sono delle leggende.

 

La prima riguarda un tale Messer Ulivo degli Atellani, che innamoratosi della figlia di un fornaio (Algisa) si fede assumere dal padre di lei come garzone del forno. Per incrementare le vendite inventò un nuovo dolce. Con la migliore farina del mulino impastò le uova, il burro e l’uva sultanina, poi lo infornò e proprio da questo impasto nacque un dolce che da subito ebbe un’enorme successo.

 

La seconda leggenda, abbandona la verve romantica della prima   e cede il posto a qualcosa di più storico . Narra, infatti, che al cuoco a servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare il pranzo di Natale al quale era invitata tutta la nobiltà di Milano e dintorni . Purtroppo però, nella frenesia della preparazione il dolce, essendo stato dimenticato nel forno, si carbonizzò. E fu cosi che un piccolo sguattero di nome “Toni” propose una sua soluzione al cuoco. Prese ciò che era rimasto in dispensa: farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta e infornò il composto. A palazzo, dopo averlo assaggio l’entusiasmo pervase il Duca   ed i suoi commensali che incuriosi chiesero al cuoco il nome della prelibatezza appena servita ed lui rispose “Pan del Toni” da ciò il nome Panettone.

 

Queste sono solo le più accreditate di alcune delle tante leggende ideate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per nobilitare il vanto della gastronomia milanese.

 

La realtà storiche fanno risalire più saldamente la vera nascita del panettone al   Medioevo. Periodo nel quale si usava mangiare per Natale un pane   ricco, diverso da quello che si consumava tutti i giorni. Proprio da questo pane evolvendosi nacque il panettone fino a   diventare la ricetta che conosciamo anche noi. Ad esempiol’utilizzo del lievito è da ricollegarsi solo al 1853 e quello dei canditi è del 1854.

 

Fino al 1900 anche la forma era diversa , il panettone era dunque solo un grosso pane da tagliare il giorno di Natale.

Fu nel 1920 che Angelo Motta (fondatore dell’omonima azienda alimentare) decidette di fasciarlo con carta di paglia per dargli uno slancio verticale, da questa idea si sviluppò il panettone-fungo, che divenne   formato leader, per molti anni, nella produzione industriale.

 

Il Panettone, realizzato artigianalmente o industrialmente con i più vari tipi di farine, impasti   e farciture è uno dei dolci che da secoli accompagna i Natali di tutti noi. Non ricordo Natale o anche periodo natalizio senza le calorie del panettone, e vista la sua storica anzi no, leggendaria fama sono sicura che la sua produzione resisterà ancora nel tempo.

Flavia

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Le DIECI cose da avere o REGALARE nel mese di Dicembre…

Cari lettori, come avrete letto negli altri articoli della mia rubrica “LE DIECI COSE DA AVERE O FARE NEL MESE DI …” nei primi giorni di ogni mese cerco per voi le novità riguardanti look, make-up, serie TV e libri e ve le comunico.

ESCLUSIVAMENTE per questo mese, però, essendo il mese di Natale ho pensato di cambiare un pò l’impostazione della mia  rubrica, infatti scriverò le dieci cose che secondo le mie ricerche sono le più cool da avere o da regalare per le festività natalizie, così per davi qualche spunto durante lo shopping delle festività.

  1.   Che siate vanitose o meno o che vogliate far sognare le vostre fidanzate questo è l’accessorio ideale, da usare durante le festività ma anche dopo lo trovate sul sito della Mac che vi linko ed insieme a questo splendidi potrete trovare tanti altri rossetti da regalare o regalarvi https://www.maccosmetics.it/collections-holiday 
  2.  Se invece non conoscete bene i gusti dell’altra o altro o non volete rischiare di regalare qualcosa che non piaccia un ottimo regalo è la carta sephora acquistabile sul sito http://www.sephora.it/Carta-Regalo/Carta-Regalo-Sephora/P33209;jsessionid=DCFE4E8DC29A018F7235E863EFD53FA9.wfr2e   o nei punti vendita sephora. Le carte hanno dei vari budget che vanno dai 20 agli 80 euro.
  3.  Se volete rilassarvi e farvi coccolare oppure far coccolare qualcuno una soluzione validissima che consiglio sempre sono dei buoni in qualche centro estetico. Uno che vi consiglio e che si trova nella mia città altamente valido è l’Hammam del quale vi lascio il sito così che possiate vedere il generi di trattamento che fanno ed i prezzi https://hammam.pa.it/it .
  4.  Uno dei trend della stagione sono i profumi personalizzati per donna o uomo, prodotti da negozietti che in genere si trovano ovunque e che accostano le fragranze, spesso senza l’utilizzo di alcool, che piacciono di più per un Natale all’insegna della personalità e dello stile.
  5.  Sono le borse del momento, le O Bag mini Disney, componibili come tutte le O Bag normali ma piccoline da portare fuori la sera e particolari perchè create in collaborazione con la Disney. Un tocco di style, insomma, per le donne che seppur cresciute non vogliono abbandonare il loro lato fiabesco , ecco dove potrete trovarla.https://www.obag.it/disney.html
  6.  Per l’uomo che si vuole coprire ma con stile questo è il giusto accessorio prodotto da Bershka, economico ed elegante. Vi lascio il sito dove potrete trovarlo https://www.bershka.com/it/uomo/novit%C3%A0/regali-per-lui/regali-per-il-freddo/sciarpa-a-quadri-c1010259510p101169017.html?LGWCODE=08529877600I2017%3B124425%3B7533&colorId=600&gclid=CjwKCAiA3o7RBRBfEiwAZMtSCTSe7ahidhWGwcXFxkFuaJcTonHE09jt2deCpGZh_YmiC_GdKJCc7hoCeZcQAvD_BwE
  7.  Se il vostrobugget varia e volete regalare qualcosa la cui cifra vari dai 50 fino ad i 500 euro ma non sapete cosa ed avete paura di prendere l’accessorio o il vestito sbagliato, una delle soluzioni più trendy potrebbe essere la card Rinascente, tutte le informazioni le troverete sul sito https://www.rinascente.it/rinascente/it/giftcard/
  8.  Se invece siete sportivi o dovete fare un regalo ad uno sportivo o sportiva  all’interno del sito decathlon potrete trovare sconti, buono regali ma sopratutto le consegne sino al 24 dicembre sono gratuite, visitate il sito.https://www.decathlon.it/
  9.  Se invece la vostra soluzione è quella golosa, all’interno degli store della lindt potete trovare ogni tipo di leccornia, inoltre sul sito vi indirizzano negli store presenti nelle vostre città http://www.lindt.it/  
  10.  Se invece volete far regali ad i bambini, regalarvi qualcosa per la casa o altro una soluzione economica e simpatica è Tiger lo trovate in ogni città e vi darà la possibilità di acquistare regalini economici ma particolari vi linko il sito così potrete trovare il punto vendita più vicino a voi.https://it.flyingtiger.com/

Spero che le mie idee vi piacciano fatemi sapere e buono shopping natalizio.

 

Flavia Gioia

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Il vermouth dell’Unità

                               È la storia che si intreccia nella storia, quella dell’azienda torinese Cinzano, leader nella produzione di bevande alcoliche.

A dare vita a questo successo mondiale furono i campi di Pecetto Torinese (paesino in provincia di Torino) del diciottesimo secolo, dai quali nacque la produzione di rosolio(liquore tratto da petali di rosa).

La produzione al pubblico, nacque in un confettificio sito  al centro di Torino, in via Dora Grossa (attuale via Garibaldi ).

La produzione e storia della Cinzano si intrecciano con quella reale, poiché i prodotti conquistarono la Casata Reale, tanto da diventarne fornitori ufficiali. E pian piano insediandosi nel mercato italiano tanto da diventarne leader nel settore.

Proprio per questo, il marchio Cinzano è simbolo dell’Italia che diventa Nazione.

Adeguata è  dunque la sede che ospita la mostra Cinzano a Palazzo Carignano (prima sede del parlamento italiano) a Torino, dove si possono trovare ancora per qualche mese le prime campagne pubblicitarie del brand, che lo hanno reso famoso.

Il tricolore che abbraccia il Made in Italy.

FLAVIA

 

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Raiganj Australia

Qual è, secondo voi, l’accessorio più bello che una donna può indossare??? Ma la sua borsa….

Io personalmente, come ogni donna credo, ne ho tantissime e tutte diverse.

Per questo sono stata molto contenta di collaborare con Raiganj Australia, che mi ha dato la possibilità di provare la sua cluch.

Io ne ho scelto una blu con doppia cerniera dorata.

La borsa presente due cerniere quella davanti che però è divisa in scomparti, comoda perchè ti da la possibilità di non portare i portafogli in quanto alcuni scomparti hanno la cerniera e possono sostituire un portafoglio. All’interno di questa prima apertura vi è anche un gancio nel quale si possono inserire le chiavi, per chi come me non trova mai le chiavi di casa.

La seconda apertura, invece, contiene una cerniera unica nella quale si può mettere di tutto. All’estreno chiaramente vi è una tracolla da mano per reggerla collegata alla “busta” della borsa da un gancio sempre color oro.

Ho scelto un cluch perchè l’utilizzo che ne posso fare è vario, la si può usare dalla mattina alla sera. I due scomparti la rendono pratica ed il colore la rende più giornaliera se indossata con un jeans ed una maglia o più elegante se abbinata ad un vestitino che magari ne richiama il meraviglioso colore.

Inutile dirvi che nella mia hit parade delle borse questa è la prima in classifica e per questo ve la consiglio e vi  allego l’indirizzo del sito, magari ne trovate altre che vi piacciono ancora di più(Basta cliccare sul blu) https://raiganj.com.au/ 

 

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