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Ayres (Body Butter and Body Lotion)

Cari Lettori, oggi vi scrivo per darvi una delucidazione sull’azienda Ayres con la quale, come avrete potuto vedere dalle foto sui social , ho collaborato.

L’Ayres mi ha inviato due prodotti una Body Lotion e una Body Butter.

La BODY LOTION  “Pampas Sunrise” , idrata la pelle, e lo fa rivitalizzandola con l’azione antiossidante delle vitamine A ed E.

 

I toni del bergamotto mischiati al mandarino, limone, pachiuli e alla menta peperita danno alla crema dal colore bianco e un profumo esotico ed intendo.

La confezione è pratica dal colore marrone, con un diffusore che permette la praticità di applicazione.

Va applicata ogni giorno mattina e sera per avere il maggiore risulato, adatta ad ogni tipo di pelle idraterà la vostra epidermide profumandola per lungo tempo.

IL BODY BUTTER “Midnight Tango”, è un burro anche questo idratante, a consistenza è a base di olii all’arancia e alla vaniglia.

Il profumo è molto dolce, va applicata dopo la doccia o il bagno o una giornata fredda.

la confezione è rotonda, pratica ed ideale da mettere in bagno. L’idratazione che lascia sopratutto nelle giornate più fredde è ottima, p profuma l’epidermide e la liscia.

Fatemi sapere che ne pensate voi, alla prossima.

Flavia

 

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La storia della Sfincia di San Giuseppe…

Come tutti sappiamo oggi è il 19 Marzo, giorno in cui si festeggia il papà e più religiosamente San Giuseppe.

 

In Sicilia, dove ogni scusa è buona per mangiare prelibatezze, durante questa giornata si imbandiscono tavolate piene di ogni più storico ma saporito alimento. Molti sono dolci ma quello che padroneggia sulle tavole di tutti noi siciliani è indubbiamente la “Sfincia di San Giuseppe”.

 

 

Il nome Sfincia deriva dal latino spongia cioè spugna e probabilmente attribuitogli a causa della sua particolare forma che si presenta come una frittella morbida e irregolare, proprio come una vera e propria spugna.

 

L’origine è antichissima compare seppur con nomi diversi nella Bibbia o nel Corano, sembra anche che sia l’evoluzione di dolci Arabi o Persiani fritti nell’olio.

 

Di origine antiche, questa frittella è stata trasformata in un dolce prelibato dall’abilità delle suore del monastero delle Stimmate, situato a Palermo, che lo hanno tramandato ai pasticceri palermitani e dedicato a San Giuseppe, Santo degli umili, come del resto sono gli ingredienti.

 

All’inizio la ricetta era semplice, ma i pasticceri siculi hanno deciso di arricchirla con ricotta, pistacchio e canditi di scorza d’arancia.

 

Un’antica tradizione narra   che la Sfincia venisse preparata dalla suocera per la nuora per cercare di distendere i rapporti tra le due, tipicamente in conflitto per il legame che le lega allo stesso uomo (figlio e marito).

 

Raccontato ciò vorrei fare gli auguri a tutti i Giuseppe o Giuseppa ed i papà che celebreranno la loro festa mangiando una tradizionale ed antica, Sfinge.

Flavia

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“Donne, oltre le gambe c’è di più”. La storia della prima giornalista, redattrice italiana: Matilde Serao.

Cari lettori, è appena trascorsa la festa della donna, e con qualche (circa sette per la precisione) giorni di ritardo (ma sempre con la stessa efficacia) vorrei narrarvi,   di una donna la storia cui non è molto nota ma la cui importanza “mediatica” per noi donne è importantissima.

 

Si tratta di Matilde Serao, prima donna giornalista e fondatrice di un quotidiano.

 

 

Nata a Petrasso il 7 Marzo 1856 dall’unione tra un avvocato napoletano Francesco Serao e Paolina Borely (nobile greca decaduta).

 

Il padre, Francesco, avvocato ma anche giornalista aveva dovuto lasciare la sua città poichè ricercato per movimenti antiborbonici e si trasferì in Grecia dove trovò lavoro da insegnante e conobbe   quella che divenne madre di Matilde, Paolina.

 

Nel 1850 con la caduta di Francesco II, la famiglia si trasferì a Napoli.

 

La vita di Matilde trascorse felice e serena tra la redazioni giornalistiche dove lavorava il padre ma nonostante questò ed il molto impegno della madre imparò solo da grande a leggere e scrivere.

 

Sedicenne riuscì a diplomarsi e a vincere un concorso come telegrafista, lavoro che le servì per aiutare la famiglia. Nonostante fosse impegnata quasi tutto il giorno, iniziò a scrivere per dei giornali.

 

I primi furono brevi articoli scritti per il giornale di Napoli, e a ventidue anni completò la sua prima Novella.

 

Da Napoli partì alla conquista della Capitale, dove la sua fama di donna emancipata conquistò tutti anche nei salotti nobiliari.

 

A Roma trovò marito, lo scrittore e critico letterario Edoardo Scarfoglio, dal quale ebbe dei figli. Anche nel periodo delle gravidanze, continuò a lavorare come scrittrice.

 

Insieme il marito fondarono un giornale a Roma che non decollò e li ridusse pieni di debiti.

 

Per questo   l’incontro con il proprietario del Quotidiano del Mattino, che li finanziò, fu fatale li portò alla decisione di ritornare a Napoli e di aprire un giornale lì : il Corriere di Napoli. Sul quale collaborarono grandi firme come D’Annunzio e Carducci.

 

Nel 1861 Matilde ed il marito lasciarono la testata e con i soldi che racimolarono decisero di fondare un altro giornale, il Mattino.

 

Nel 1900 la firma di Matilde fu estromessa dal giornale e causa di alcuni problemi mediatici, ma lei non demorse e si occupò di una rivista che si chiamava la Settimana, con la quale però non ebbe molto successo.

 

Nel 1903 lasciò il marito per congiungersi con un altro giornalista, Giuseppe Natale. In questo periodo decise di aprire e dirigere un nuovo quotidiano, il Giorno. Così da diventare   la prima donna italiana capace di fondare e dirigere una testata giornalistica.

 

Dopo la morte di Scarofiglio sposò Natale, e soggiunta anche la morte di quest’ultimo, rimase sola   sentimentalmente ma continuò il suo lavoro letterario e giornalistico con la stessa vitalità di prima.

Morì sulla sua scrivania, nel 1927 mentre stava scrivendo un articolo.

 

Matilde è stata una delle prime donne capace di dimostrare in una società prettamente maschilista, che il così detto “sesso debole” non esiste e che essere donna significa riuscir a poter fare e gestire molte cose insieme.

 

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Le DIECI cose da avere o fare nel mese di Marzo….

Ed eccoci un nuvo mese ha inizio ed io come sempre, ho cercato per voi le tendenze che lo delinieranno e che ci coinvolgeranno.

MAKE UP:

  •    E’ di wjcon la tendenza di Marzo 2018, in realtà era uscito a Gennaio,ma adesso con l’arrivo della primavera l’utilzzo si può anche diffondere. Sono smalti semipermanenti, la  loro durata è migliore e le colorazioni sono varie e tutte da scoprire.
  •  La Primavera ci vuole in forma e scintillanti  e proprio per questo un ottimo alleato può esssere l’illuminante viso Mac.

OUTFIT:

  •   E’ di Desigual la borsa, anzi la Pochette, del momento. Versatile ed elegante a tempo stesso.
  •    Lo abbiamo visto su ogni pagina Instagram, e continua a persistere, l’accessorio più trendy di quest’anno è ancora il cappello da capaitano.

SERIE TV:

  •   Ritorna dal 9 Marzo sulla piattaforma di Netflix la terza ed ultima stagione di Love.
  • Serie tv suol calcio lanciato da Netflix, storie private che si intrecciano a quelle sportive, ricca di colpi di scena.

FILMS:

  •  Commedia di Paolo Genovese , tratta l’esilarante ed angosciante storia di due ragazzi che tentano di unirsi in matrimonio affrontando varie peripezie e sopratutto il malcontento di uno dei loro genitori.
  •  Uscito il primo marzo, lady bird è la storia di una studentessa che per accumulare crediti per l’iscrizione in un prestigioso collage decide di frequentare un corso teatrale che le porterà nuove amicizie amori e sopratutto che delinierà il rapporto con i suoi genitori.

LIBRI:

  •  Narra la storia di cinque ragazzi, adolescenti tutti diversi, ma uniti da una sola cosa:la fragilità che non puoi dimostrare agli altri ma che devi tenere per te ed interiorizzare. tutte queste emozioni porteranno uno dei cinque a morire ed i sospettati saranno proprio loro, i quattro ragazzi rimasti con lui.
  •  E’ la storia della piccola Genziana Olivares, cresciuta in una terrefazione Palermitana che proprio nel periodo di maggior fioritura della sua giovinezza  irrompe nella sua vita la guerra, il lutto e la fame ma non per questo si arrende. Genziana vive e si da fare, anche se lo scenario è apocalittico. Tutto è distrutto ma nonostante ciò conosce l’amore e riesce a cambiare la sua vita.

Flavia

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La storia del Bacio Perugina

Ogni tanto il romanticismo “contagia” anche me. Colpa, forse, del quantitativo elevato di zuccheri che ho deliberatamente aggiunto alla mia alimentazione giornaliera, per ovviare ( o meglio così cerco di illudermi che sia) al gelo che in queste ore ci ha invaso.

 

Premettendo questo e non volendovi tediare oltre con la quantità di cioccolata che mangio, ho deciso di raccontare la dolce storia di un cioccolato simbolo d’amore, passione, emancipazione ed innovazione: il Bacio Perugina.

 

 

Tutto ebbe inizio nel 1900 da una donna, la Signora Luisa Sargentini, che a soli ventidue anni, decise di sposare Annibale Spagnoli con il quale aprì una piccola drogheria.

 

Nel 1907 in collaborazione   con Francesco Buitoni e Leone Ascoli decisero di ingrandirsi e dalla piccola drogheria passarono ad una piccola azienda, con sede nel centro storico di Perugia.

 

Il conflitto mondiale, però, era alle porte e la componente maschile dell’industrie fu chiamata alle armi. A gestire il piccolo esperimento aziendale rimase dunque una donna, Luisa, moglie di Annibale che seppur lo amministra in un periodo drammatico, riesce a regalare piccole emozioni con le sue produzioni dolciarie e incrementa la produzione, tanto che il numero dei dipendenti passa da quindici a cento.

 

Nel 1927 Annibale si ritira dalle scene imprenditoriali a causa di problemi con la moglie, che inizia a frequentare colui che sarà il suo grande amore, il figlio di Francesco Buitoni, Giovanni.

 

Da questa unione, riservata, ma passionale e solida nasce il cioccolatino  più amato al mondo: il Bacio.

 

La consistenza sperimentata da  Luisa è semplice: nocciole avanzate dalla produzione di altri dolci  mescolate con del cioccolato.

La forma è   irregolare, ricorda un pugno chiuso con una nocca sporgente. Proprio per questo il primo nome datogli fu quello di cazzotto, ma Buitoni, convinto che il non potesse riscuotere molta popolarità ed inebriato dall’amore per Luisa lo ribattezzò come bacio.

 

La grande popolarità che lo rese famoso è da attribuire, però, un grande pubblicitario Federico Seneca che trasformò ciò che tutti vedevano come della cioccolata in una sorta di messaggio d’amore.

 

Seneca ne curò la grafica. Innanzitutto prendendo spunto dai bigliettini che Luisa scriveva segretamente a Giovanni, decise che ogni cioccolatino dovesse essere avvolto da un piccolo messaggio d’amore.

 

Diede all’incarto del bacio un’immagine d’amore. Rivisitò il più famoso quadro di Hayden, cambiandone   solo alcuni dettagli, come l’ambiente ed i personaggi per far si che l’immagine fosse più intima ed eterna, anche il cielo sfondo dell’immagine divenne stellato, segno di un amore da favola che va oltre ogni carnale sensazione.

 

La fama dei baci conquistò tutto il Mondo e negli anni non accenna proprio a svanire, ma la vediamo accostata a delle pubblicità che fanno sognare il più scettico degli individui, segno di un messaggio che dalle mura di un’azienda ha conquistato e continua a far  generazioni d’innamorati.

                                                                                                                                                                        Flavia

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L’alimentazione, una questione di salute…

Cari lettori, oggi anziché raccontarvi usi e costumi o curiosità su ciò che circonda, vorrei parlarvi di un uso che sta diventando anche un costume le diete on line.

Rischierò di andare fuori dagli scemi con molta probabilità, ma da qualche tempo, come avrete visto sui miei social mi “batto” per far si che questo fenomeno possa decadere perché si avrà degli effetti benefici all’inizio ma alla lunga può portare qualche problema.

La frenesia di apparire secondo delle regole che ci siamo imposti come canoni di bellezza offusca la cosa più importante che viene prima della bellezza esteriore, la salute.

 

Da qualche tempo, inondata su Facebook ed Instagram da messaggi di ragazze e ragazzi che mi incitano a seguire dei loro programmi che a quanto dicono mi cambierebbero la vita, mi sono incuriosita e ho dato   una sbirciatina alle loro pagine.

 

Ho notato che questi seguono un programma di nutrizione e dimagrimento che non prevede, chiaramente nessuna visita preliminare con medico che valuti dunque la loro la situazione clinica. Tutto avviene on line, su chat, dove si incoraggiano e comunicano con il loro mentore che ha dato loro il piano alimentare. Addirittura certe “diete” vantano la cura di patologie come il diabete.

 

Chiaramente questo piano alimentare è accompagnato da alcuni prodotti che vendono direttamente i mentori dietisti.

 

Dalle foto che ho visto, i risultati all’inizio sono evidenti, ma la domanda che mi sono posta è? Durano??? E che danni apportano al metabolismo??

 

Purtroppo, viviamo in una società in cui l’informazione galoppa di pari passo con la disinformazione e l’alimentazione,   viene erroneamente vista   come qualcosa legato solo dall’esteticità, ma di fatto alimentarci bene e con gli alimenti che fanno bene al nostro fisico (che sono diversi l’uno dall’altro) è la benzina del nostro organismo.

 

Soprattutto alimentarci affidandoci a qualche esperto perché ricordo che da diete pazze, improvvisate e magari non adatte a noi possono far insorgere veri e propri problemi di salute che possono sfociare in vere e proprie patologie che sono capaci di modificare e penalizzare il resto della nostra vita.

 

 

Essere belli, apparire o essere in forma è sii importante ma essere sani e condurre una vita scongiurando patologie che potrebbero esserci fatali, credo sia molto più importante.

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Il patrone degli innamorati, San Valentino, e la sua vera storia…

Oggi è San Valentino, tradizionale giornata dell’amore espresso in ogni sua forma.

San Valentino è una festa che da spunto a molte polemiche, i più critici sono del parere che l’amore è un dono che va festeggiato ogni giorno ( generalmente queste polemiche vengono da parte di gente single). Contrariamente e queste discussioni, da secoli la maggior parte degli innamorati festeggia questa giornata scambiandosi presenti, organizzando cenette intime, e cercando di rendere prezioso ed importante ogni momento che trascorre insieme al proprio amato in questa particolare data.

 

Che si odi o ami questa festa è un’antica tradizione che prende il nome da un ad un Santo, realmente esistito, Valentino la cui storia è poco conosciuta ma che io voglio illustravi con questo articolo.

 

San Valentino detto anche Valentino da Terni o Valentino da Interamna è stato vescovo romano e martire. Nato a Terni   ( che prima si chiamava Interamna) si convertì al Cristianesimo e diventò Vescovo a soli 21 anni.

 

Giunto a Roma tentò di convertire prima l’Imperatore Claudio II e successivamente Aureliano che, però, lo esiliò a causa della sua immensa popolarità tra il popolo.

 

Fu ucciso il 14 Febbraio del 273.

 

San Valentino, nel tempo , venne identificato come il protettore del più nobile dei sentimenti, l’AMORE.

 

Il legame che unì Valentino   a questo sentimento e da ricollegarsi indubbiamente alla vita religiosa che condusse ma sopratutto ad una leggenda, secondo la quale, il Santo avrebbe donato ad una fanciulla povera una somma di denaro utile come dote per le nozze e senza la quale la ragazza   non avrebbe potuto contrarre matrimonio.

 

Questo gesto ha fatto si che nei corso secoli, anche dopo la sua morte, San Valentino fosse ricordato come il protettore dell’amore e che fosse celebrato proprio in ricorrenza della sua uccisione il 14 febbraio.

 

Nell’età moderna questa festa fu praticata maggiormente dalla cultura anglosassone.

Gli innamorati si scambiavano tradizionalmente bigliettini   fatti di loro pugno, che man mano furono sostituiti da quelli prodotti   dalle industrie che diedero vita ad un business pazzesco.

 

La tradizione anglosassone, sfondò i confini e si espanse in tutto il Mondo e con essa anche la produzione di biglietti d’amore travolse la società e generò quella di altri oggetti utili come regali che come tematica di fondo avevano quella di san Valentino.

 

Oggi, i più cinici pensano che la tradizione di san Valentino sia una festa consumistica, creata dalle aziende per vendere cioccolata, fiori o organizzare semplicemente eventi. Forse hanno ragione. Di certo la maggior parte di loro, ignora la tradizione secolare e religiosa e fatemi dire anche interculturale da cui tutto questo ha origine.

E se anche consumistica sia, San Valentino in una società come la nostra, il cui concetto amore sta diventando sempre più effimero, freddo e di poca importanza, ha una valenza ancora più forte e significativa che trascende dal consumismo   e ci riporta a quello a cui dovremmo dare più importanza nelle nostre vite, i sentimenti.

Flavia

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Venezia ed il suo Carnevale, dove ogni sfrenatezza vale!

Siamo arrivati a Febbraio, molti di voi penseranno “ah che bello finalmente San Valentino”ed invece no, siamo in un periodo ancora più importante ed unico, Carnevale. Siamo quasi alla fine di questo burlesco e breve momento perché la prossima sarà l’ultima Domenica. Infatti Carnevale generalmente si festeggia da giovedì grasso al martedì grasso,   successivamente subentra il periodo pre-pasquale, quello della Quaresima.

 

Carnevale è una tradizione nazional popolare alla quale siamo legati da sempre. Siamo abituati a celebrarlo sin dal tempo dei Greci e dei Romani.

 

Nasce come momento dell’anno dedicato allo svago in una società nella quale   le regole erano leggi rigide da rispettare ( non come ora) e in cui le classi sociali erano vere e proprie demarcazioni, impossibili da superare. Carnevale è l’unico periodo dell’anno, in cui ogni uomo di ogni classe sociale poteva essere chi voleva, senza timore di leggi o trambusti di altro genere, si poteva essere liberi. Il ricco diventava schiavo e lo schiavo padrone, ma al culmine dei festeggiamenti tutto ritornava nella normalità.

 

L’Italia ha molte città che festeggiano maestosamente il Carnevale, ma quella più   famosa, elegante ed importante a livello Mondiale è la città di Venezia.

 

La prima testimonianza di festività a Venezia sia ha nel 1904 su un documento del Doge Vitale Failer, proprio per appianare le differenze sociali. Erano giorni di festa e felicità per una società costretta alla povertà e a una scala sociale.

 

Venezia, a differenza di altre cittadine, fece diventare il carnevale un’attrattiva e pian piano ideò un business così grande che nacquero botteghe, che si occupavano della realizzazione dei travestimenti, produzione di cartapesta e di tutto ciò che potesse servire in quei giorni.

 

Divenne presto attrazione per i turisti di tutta Europa.

 

Travestimenti erano la Gnagna, la Baautà e la Moretta (più adatta alle donne), maschere semplici ma coprenti quanto bastava per non essere riconosciuti.

 

Era la festività degli eccessi, tutti potevano fare ciò che durante il resto dell’anno non si sognavano nemmeno di pensare. Capitò che mascherati da preti entrassero nelle Chiese o posti religiosi ed abusassero di suore o che nei mantelli che usavano per coprirsi, irriverenti mascherati, nascondessero armi. Questi significativi atti fecero nascere delle regole che diedero un’impronta di civiltà alle giornate di irrefrenabile divertimento .

 

Dopo la caduta della Serenissima nel 1797 si arrivò a proibire i festeggiamenti , ed il carnevale e i suoi storici festeggiamenti decaddero.

 

Nel 1979 dopo due secoli di assenza il carnevale di Venezia risorse dalle ceneri grazie a delle associazioni cittadine e la visibilità mediatica accese nuovamente i riflettori su questa tradizione ridandole il successo che meritava e che aveva ottenuto negli anni.

 

L’attuale carnevale di Venezia ha una visibilità mondiale. Gli eventi che si succedono hanno come sfondo delle tematiche che danno vita anche ad eventi culturali che ne fanno una manifestazione unica.

 

I tempi sono cambiati, ci siamo evoluti ma le modalità sono sempre le stesse: mascherarsi e travestirsi perché per almeno un giorno si possa essere chi non   si ha il coraggio di essere gli altri giorni dell’anno. In una società come la nostra, radicata sulle apparenze e l’omologazione degli individui questa tradizione rischia di essere l’unico momento dell’anno in cui l’estro e la personalità degli individui escono veramente fuori.

 

Bisognerebbe riflettere un po’ di più su questo e magari riuscire a portare un po’ più di entusiasmo, divertimento sano e personalità quindi di Carnevale in tutti gli altri giorni dell’anno per non trasformarci in quello che stiamo per diventare, un agglomerato di genti prive di personalità, estro e ricchezza interiore.

Flavia

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Le DIECI cose da avere o fare nel mese di Febbraio…

Il tempo passa, anche troppo in fretta e come ogni mese arriva puntuale la mia rubrica LE DIECI COSE DA AVERE O FARE in questo mese.

OUTFIT:

  •   “Certi amori  fanno dei giro strani e poi ritorno!” Questo è il caso del marsupio che ritorna  nei nostri outfit. Gucci l ‘ha lanciato  e tutte le marche low cost rispondo da Zara a  Stradivarius, il marsupio è il top del mese.
  •  Per l’UOMO che si possa definire tale il cappotto militare è l’unica cosa da indossare.

MAKE UP:

  •  La novità del mese in fatto di make up è stata lanciata da benefit ieri, si tratta di un nuovo mascara, ma pian piano che sarà messo in commercio vi informerò per capire bene tutte le sue funzionalità.

SERIE TV:

  •  In onda su Netflix, una serie tv di quattro puntate, raccontando il dietro le quinte della società bianconera e dei suoi protagonisti. Li vedremo sotto un punto di vista nettamente diversa da quella in cui siamo abituati a seguirli.
  •  EVERYTHING SUCKS dal 16 Febbraio su Netflix, per i nostalgici degli anni 90′ una serie ambientata in quegli anni, che vede protagonisti dei giovani nerd con la passione per il cinema tanto da voler creare loro stessi un film.

FILM:

  •  In sala da giovedì 1, “Sono Tornato”  per la regia di Luca Miniero, è la storia di un Benito Mussolini che magicamente riappare nella nostra società ma che non riscquote il successo che sperava e finisce per diventare solo il protagonista di alcuni programmi televisivi. In un’Italia che all’apparenza sembra cambiata ma che poi si rivelerà non esserlo molto.
  •  Al cinema dal 22 Febbraio. Sconnessi è la storia di una famiglia allargata, che proprio nell’era digitale nella quale viviamo perde la connessione internet ed è costretta a rapportarsi con la società in maniera tradizionale creando situazione rocambolesche.
  •  A CASA TUTTI BENE è il nuovo film di Gabriele Muccino che uscirà il 14 Febbraio. La storia di una famiglia italiana che decide di festeggiare l’ennesimo anniversario di matrimonio dei nonni e lo fa nell’isola dove i vecchietti si sono trasferiti, la loro permanenza si deve prolungare per molto più del previsto e farà riaffiorare antiche dispute di famiglia.

LIBRI:

  •  “Abbastanza” è un libro scritto dalla youtuber Sofia Viscardi, la storia un pò incasinata di alcuni normalissimi ragazzi che si accingono a preparare la maturità con tutto ciò che il periodo e l’età comporta.
  •  “Un Ragazzo Normale” di Lorenzo Marrone, narra la storia di un bambino che piano piano scopre l’esistenza dei un supereoe e da li riesce a comprendere che le azioni ed i gesti importanti rimangono nel tempo e superano qualsiasi azione compiuta da un supereroe.

Flavia

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Gold Collagen Hydrogel Mask

Cari lettori, oggi vi scrivo per raccontarvi un’esperienza di “bellezza” a dir poco entusiasmante, mi riferisco alla collaborazione con l’azienda  Gold Collagene.

Gold Collagene si occupa di benessere, nella fattispecie di quello della nostra pelle, e lo fa con una vasta gamma di prodotti che vanno dalle maschere agli integratori.

Nello specifico io ho avuto il piacere di provare la maschera in idrogel, specifica per pelli secche ed opache (probabilmente avrete visto su Instagram il video dove tentavo  la riproduzione di  una specie di tutorial).

La maschera è facilissima da applicare, conta di sue pezzi uno per la parte più ampia del viso, (dalla fronte al naso)e l’altro per il restante pezzo fino ad arrivare al mento. La formula contiene estratto di perle, acido ianuronico, glicerina ed un botanico completo( the verde ed estratto di Houttynia Cordata, antiosssidanti e protettivi per lo stress).

La maschera va applicata per 30 minuti e dopo una volta tolta il restante prodotto che si trova sul viso va massaggiato affinchè sia assorbito.

Da quando sono uscite queste maschere “seconda pelle” ne ho provate di ogni tipo, ma mai nessuna ha avuto la stessa funzionalità e praticità di applicazione che ha GOLD COLLAGEN, per questo ve la consiglio e vi linko il loro sito così che possiate vedere tutti gli altri prodotti che realizzano.

http://www.gold-collagen.com/it/products

 

P.s : vi linko anche la mia sorta di tutoria( almeno vi fate quattro risate)

Flavia

 

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