La storia dell’abito da sposa…

Cari lettori, anche se   forse sta volta sarebbe più opportuno scrivere lettrici; prendendo spunto dall’ormai celeberrimo matrimonio Reale ( so che l’avete visto tutti, i social mostrano) ho pensato di scrivervi un articolo sull’evolversi degli abiti nuziali nella nostra società.

 

Una delle prime testimonianze di abiti nuziali viene dalla Grecia. Le future mogli greche usavano   per il grande evento una tunica abituale adornata da cordoni che le cingevano in vita, e ornavano la   testa con   delle coroncine di mirto (fiore sacro alla dea dell’amore, Afrodite).

 

Le donne romane usavano sposarsi con una tunica di colore bianco, stretta in vita da una cintura di lana i cui capi venivano annodati in maniera particolare per simboleggiare un anti-malocchio.

La veste bianca, inoltre, era ricoperta da un ampio mantello color zafferano, e dello stesso colore dovevano essere i calzari.

Al collo mettevano una collana in metallo.

Ed i capelli venivano divisi in sei trecce, che dovevano essere raccolte in una retina rossa e coperti da un velo che poteva essere color rosso, arancione o giallo fermato da una coroncina di mirto e fiori d’arancio.

 

Anche il Medioevo aveva le sue usanze, infatti le spose del medioevo utilizzavano vestiti di tessuti sfarzosi color rosso come per simboleggiare l’amore passionale e travolgente.

 

In età Napoleonica all’altare si arrivava con   abiti stile impero ma di color pastello.

 

La prima ad indossare (in un’età più moderna) un vestito bianco   Anna di Bretagna per le sue nozze con il Re Luigi XII.

 

E nel solo nel 1840 anche la   Regina Vittoria abbandona il tradizionale vestito argento per indossare un abito bianco.

 

Questo colore fin da subito fu visto come il colore della purezza e dell’eleganza, e da subito fece successo.

 

Da allora generazioni di spose, reali e del popolo continuano a vestire i loro sogni d’amore di bianco.

 

Dunque che dobbiate sposare un principe blasonato o semplicemente il principe del vostro cuore, da oggi sapete perché il giorno del si tenderete ( non è una regola quindi se volete osare, fatelo) a vestirvi anche voi come le vostre nonne che a loro volta vestivano anche loro come le loro antenate, di bianco.

 

 

 

Flavia

La storia della AMATRICIANA …

Cari lettori, qualche tempo fa, come avrete letto (per i miei lettori più attenti) durante il carbonara day ho scritto un articolo per raccontarvi le radici e la storia di questo piatto.

 

Oggi, anche se non è l’amatriciana day ( non so se nemmeno se questa giornata esista) ho pensato di scrivere un articolo per raccontarvi la storia dell’ amatriciana .

 

Se si pensa a questo piatto si pensa subito a Lazio, infatti la pasta all’ amatriciana, (in romanesco matriciana) prende il suo nome da Amatrice (comune laziale, in provincia di Rieti).

 

Secondo alcune attestate ricerche l’antenata dell’ amatriciana è indubbiamente un piatto chiamato “griscia”.

 

Ci sono due teorie che spiegherebbero il perché di questo nome.

 

Secondo una prima teoria, deriva da gricio, nome ottocentesco romano che indicherebbe il venditore di pane e di altri commestibili.

 

L’altra teoria, invece, afferma che questo nome deriverebbe da un paesino vicino Amatrice, Grisciano.

 

Tuttavia, la griscia è conosciuta ancora oggi come la matricina senza pomodoro.

 

Il nome amatriciana gli fu dato quando alla ricetta fu aggiunto il pomodoro, cioè nel diciottesimo secolo.

 

A Roma la ricetta attecchì subito grazie agli stretti contatti che al tempo vigevano tra Roma e la cittadina di Amatrice. Da subito il piatto venne identificato proprio per questo come un tipico piatto della cucina romana.

Flavia

 

 

 

La VERA storia della festa della mamma

Oggi giorno 13 maggio 2018 come bene sapete quasi perché bombardati da pubblicità e dalle foto sui social oggi, è la festa della mamma.

 

Molti di noi ( compresa me ) pensano che la così detta festa della mamma sia una festa tutta Italiana, creata dal nulla per vendere pensierini.

 

Come saprete (per chi mi legge con più frequenza) a me piace indagare sulle tradizioni e rintracciare verità che sono date per scontate tanto da esserne ignoranti.

 

Per questo ho   indagato un pochetto, ed ho scoperto che la festa della mamma non è una semplice feste consumistica, come pensavo, ma   una ricorrenza fondata su radici storiche.

 

I primi segni di questa celebrazione sono legati ad antiche popolazioni politeistiche che durante il periodo primaverile celebravano divinità femminili legate alla terra e alla ritrovata fertilità.

 

Successivamente la tradizione passò anche ad i nostri “cugini”, i Greci. I quali   dedicavano alla loro genitrice un giorno dell’anno. La festa coincideva con le celebrazioni in onore della Dea Rea (madre di tutti gli Dei).

 

Ovviamente anche i   Romani intitolavano una settimana intera alla divinità Cibale ( simbolo della natura di tutte le Madri).

 

Superata l’antichità , nell’ Italia moderna, la prima giornata della “madre e fanciullo” fu celebrata il 24 dicembre 1933, durante il periodo fascista.

In quell’occasione vennero premiate le madri più profiliche d’Italia.

 

Questo però non era che un inizio della festa mamma come la intendiamo oggi, infatti la vera festa della mamma ebbe inizio negli anni ’50 attraverso due diverse occasioni.

 

La prima del 1956,   quando Raul Zaccari, (senatore e sindaco di Bordighera) prese l’iniziativa di celebrare la festa della mamma all’interno del proprio Comune.

 

E la seconda, nel corso dell’anno successivo all’esperimento di Zaccari, quando un sacerdote, don Otello Migliosi ( Parroco di Tordibetto di Assisi) ebbe come idea quella di festeggiare si la mamma ma di farlo unendo sia dal punto di vista biologico che da quello religioso (Cristiano nella fattispecie).

 

Da questo episodio ben riuscito il 18 Dicembre 1958 Zaccari insieme ad altri senatori pensarono di presentare in Senato una proposta di legge, per istituire a livello nazionale una festa che celebrasse ufficialmente la mamma.

 

Purtroppo, però   l’intento non andò a buon fine, in quanto mai approvato.

 

Anche se da quel momento in poi i festeggiamenti per le mamme   dilagarono lungo tutte le regioni   del nostro stivale. E da subito la giornata dedicata a questo evento fu la sempre domenica della seconda settimana del mese di maggio.

 

Svelato questo arcano e sancito che la festa della mamma non è una ricorrenza solo commerciale, vorrei cogliere questa occasione per porgere i miei più cari auguri a tutte le mamme e a quelle che lo diventeranno.

Siete motori indiscussi della società familiare, dispensatrici di sorrisi amore e forza.

In particolare però vorrei fare i miei più affettuosi auguri anche alla mia mamma che mi sopporta ed ama ogni giorno.

 

Flavia

 

 

 

 

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ELICOBIO…

Ciao ragazzi, come state?? Spero tutto bene… Per ora ho mille impegni, e tanti nuovi pèrogetti, che spero di mostrarvi a breve. Ho, per questo, un pò trascurato gli articoli che riguardavano le collaborazioni dei prodotti, che provo, mostrandoveli maggiormente sui miei canali social.

Oggi, però, vorrei scrivervi di un’azienda i cui prodotti mi hanno colpito e stupita.

Si chiama ELICOBIO, e come suggerisce il nome è un’azienda di cosmesi tutta biologica. Nello specifico Elicobio produce dei sieri, delle creme e molti altri prodotti per la cura della nostra pelle e lo fa allevando lumache dalla cui bava trae questi, concedetemi il termine, “nettari di bellezza”.

Quando ELICOBIO mi ha chiesto di provare i prodotti che produce, sono andata a cercare( come faccio sempre) delle informazioni sull’azienda e su chi la gestisce ed ho scoperto in questo modo  la sua storia, che sinceramnte  mi ha subito entusiasmata.

Infatti l’idea di questa produzione di cosmesi nasce da una giovanissima imprenditrice, Serena Farina.

Serena con  l’aiuto della sua famiglia  ha creato un allevamento di lumache tutto biologico, che rispetta il ciclo di vita naturale di questi esserini.

Estrae la bava in modo manuale, così da da non far soffrire o morire gli animali. Ed i prodotti che ne ricava  sono compatibili con tutti i tipi di pelle, senza parabeni, nickel, glutine allergeni, sls e sles.

ELICOBIO produce un’innumerevole gamma di prodotti per corpo e viso, ma io ne ho provati due la crema viso e lo shampoo delicato.

LA CREMA VISO è di colore bianco, molto cremosa e poco acquosa dalla sua prima applicazione si può notare una pelle morbida (si, come la pelle di un bambino) e sopratutto ho notato che applicandola spesso cancella cicatrici e renda la pelle molto più luminosa ed idratata ed oltretutto è un ottimo e naturale anti age .

LO SHAMPOO DELICATO è arricchito con camomilla, luppolo e glicerina. E’ ottimo per chi ha i capelli delicati come i miei perchè già dalla prima applicazione noterà capelli più lucenti e voluminosi oltre che morbidi ( infatti li lasdcia così morbidi che personalmente non ho nemmeno messo il balsamo).

Come in ogni mica recensione, vi linko gli indirizzi dove potrete trovare ELICOBIO (BASTA CLICCARCI SOPRA)

http://www.elicobio.ml/ 

https://www.instagram.com/elicobio/

https://www.facebook.com/elicobio/?ref=br_rs

 

Fatemi sapere se anche voi avete o volete  provare  questi prodotti e come vi siete trovati.

Flavia.

Le Dieci cose da Avere o Fare a … MAGGIO!!!!!

Cari lettori, anche Maggio è arrivato e con esso la mia consueta rubrica d’informazione sulle 10 cose da avere o fare anche questo  mese!

MAKE -UP:

 SOLARI BIONIKE: tempo permettendo è iniziata la stagione dei primi soli e questi solari sembrano essere il trend della stagione per la salute della vostra pelle ma anche di quella sei vostri bimbi. I prezzi??? Uguali a quelli di tutti gli atri solari.

 

 MASCHERA BIOPOINT: purtoppo le giornate al mare sono deleterie per i nostri capeeli, sopratutto se sono trattati. Per questo un ottimo rimedio è questa maschera che cercherà di far tornare come prima la vostra splendida chioma.

 

OUTFIT:

   RAYBAN ESAGONALE: che siate donne o uomin i non importa, il trend per questo mese sono gli occhiali da sole, sopratutto questi. Rivisitati e vintage allo stesso tempo sono i rayban, per una donna o un uomo sportivo, ma anche elegante.

 CHIODO GIALLO: il chiodo è sempre sinonimo di primavera o estate ma giallo è molto particolare e versatile.

FILM:

 BENVENUTO IN GERMANIA in uscita il 10 maggio tratta la storia, nemmeno così fantasiosa, di un’insegnante e madre tedesca appena andata in pensione; che decide per questo di prendere in casa un nigeriano per portare stabilità in famiglia e lanciare un messaggio anche alla nazione.

  TONNO SPIAGGIATO è l’irriverente commedia che vede come protagonista Francesco. Un giovane ragazza appena lasciato dalla fidanzata che fa di tutto per riconquistarla. Riesce ad avere un approccio solo al funerale della nonna e da lì scatta in lui la diabolica idea di uccidere un membro della famiglia della ex per stare più tempo con la ragazza. Riuscirà francesco nel suo diabolico intento???

 

SERIE TV:

 In onda giorno 8 maggio su Sky Atlantic.Il miracolo è una serie di Nicolò Ammaniti. l’autore del celeberrimo libro “io non ho paura”, che per la prima volta scrive una sceneggiatura  senza che vi sia un romanzo. la serie si basa sul fatto che durante un’operazione di polizia in un covo di boss della ‘ndrangheta viene ritrovata una statuetta di plastica della Madonna che inizia a piangere sangue. Questo evento avrà terribili ripercussioni sulle vite di tutte le persone che ne sono venute a contatto.

 13 THE REASON WHY  seconda stagione: ebbene si ritornano le drammatiche vicende che hanno portato Hannah al suicidio, nuovi retroscena agghiaccianti, ma questo solo dal 18 maggio.

LIBRI:

 LA FELICITA’ SUL COMODINO: scritto da Alberto Simone, psicologo ma anche regista. La felicità sul comodino è una sorta di manuale che ti insegna a vivere la felicità quella vera e che percepiamo ogni giorno dalle piccole cose.

 IL DIARIO DEI SOGNI: tutto ciò che devi sapere per interpretare correttamente i sogni secondo il principio di Freud.

 

 

Ed eccoci ad i saluti finali ed al termine , anche per questo mese, dei i miei 10 top consigli. Spero che vi siano piaciuti, fatemi sapere se ne avete provato qualcuno e com’è andata.

 

Alla prossima

Flavia

 

 

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La storia della cheescake

Cari lettori, oggi vi scriverò la storia di una torta che di per se è molto conosciuta, apprezzata , cucinata e soprattutto mangiata.

 

Naturalmente mi riferisco   della famosissima Cheescake.

 

Molti di voi penseranno di conoscere già i natali di questo dolce.

 

In realtà la storia della cheesecake è più elaborata ed antica di quello che si pensi.

 

Le prime notizie, certe, risalgono al secolo ottavo avanti Cristo.

In particolare si narra che la realizzazione del dolce, avvenisse per un episodio particolare, le Olimpiadi dell’antica Grecia.

 

Infatti secondo quando riportato dalle testimonianze dell’epoca, questa torta fu ideata come   prelibatezza da offrire agli atleti al termine delle gare sportive, proprio durante le Olimpiadi, in modo che si potessero rifocillare con dolcezza, riacquistare il fabbisogno proteico perso le gare.

 

La bontà e la fama di questa torta, però, hanno fatto si che la ricetta si espandesse raggiungendo   ogni parte del Mondo.

E’ così che ogni Nazione, traendo spunto dalla ricetta originale, ha combinato i propri ingredienti tipici dando vita a delle deliziose varianti.

 

Quella che oggi riconosciamo come la più comune (base fatta da biscotti croccanti con crema al formaggio) è americana, frutto di una ricetta e, forse, anche di un errore.

 

Infatti, James Kraft nel 1872 volendo   riprodurre un tipico formaggio francese e fallendo drammaticamente l’esperimento, diede vita ad un nuovo formaggio, una crema spalmabile oggi conosciuta come Pihiladelphia,   che stabilirà un connubio idilliaco con la cheescake diventandone la farcitura ideale e più conosciuta.

 

Fu proprio la simbiosi creatasi tra la ricetta e la crema che fa   che attribuire erroneamente la nazionalità della torta agli Stati Uniti.

 

 

Insomma la storia della cheescake è tutt’altro che scontata e lineare.

 

Da oggi attraverso il racconto di questa storia saprete che mangiarla, non è solo deliziare il palato ed ingurgitare deliziose calorie ma è anche   gustare un pezzetto di storia che dall’antica Grecia ha conquistato tutto il Mondo, rendendola il dolce più preparato .

 

Flavia

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Cocoa Locks

Ciao ragazzi ma soprattutto ragazze, come avrete notato dalle mie innumerevoli foto sui social, a me piace cambiare spesso hair look.

 

Tutti questi cambiamenti, però, comportano capelli danneggiati che spesso ho dovuto tagliare, anche se a me piace averli lunghi lucenti e folti.

 

Si avete capito, come le campagne pubblicitarie che si vedono per questo ho deciso di collaborare con COCOA LOCKS.

 

Da quando uso i loro integratori i miei capelli sono cambiati, sono allungati di 4 cm e non sono più fragili ma folti.

 

Il programma dura un mese.

 

La confezione è ecologica munita di chiusura ermetica, ed un etichetta che sul fronte indica il nome del prodotto e sul retro le modalità d’uso.

 

Cocoa Locks propone una vasta gamma di gusti, io ho scelto il cioccolato ( che è buonissimo).

 

Ora vi spiego come si usa:

 

bisogna mettere due cucchiani di prodotto (7gr) in una tazza, a questo si aggiungono 140 ml di acqua vicina all’ebollizione.

 

Fatto questo l’integratore è pronto per essere bevuto.

 

 

Invito anche voi a provare per un mese questo prodotto e a scrivermi la vostra esperienza.

 

Flavia

Buon pomeriggio Iger, come state ?? Come state trascorrendo la vostra domenica? Io oggi ho deciso di godermela fino in fondo e per questo mi sto prendendo cura di me, bevendo il mio integratore preferito per capelli ( non so se lo avete notato ma oltre al colore li ho anche tagliati )@cocoalocksofficial e cospargendomi della delicata e profumata crema @ayresbeauty che ormai mi accompagna ogni giorno… Good afternoon Iger, how are you? How are you spending your Sunday? Today I decided to enjoy it to the end and for this I am taking care of myself, drinking my favorite hair supplement (I do not know if you have noticed but in addition to the color I also cut them) @cocoalocksofficial and sprinkling of the delicate and fragrant @ayresbeauty cream that now accompanies me every day 💁 #hair #hairstyle #instahair #toptags @top.tags #hairstyles #haircolour #haircolor #hairdye #hairdo #haircut #longhairdontcare #braid #fashion #instafashion #straighthair #longhair #style #straight #curly #black #brown #blonde #brunette #hairoftheday #hairideas #braidideas #perfectcurls #hairfashion #hairofinstagram #coolhair

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La storia della Coca cola

Cari Lettori, è arrivato il momento di raccontarvi la storia di un marchio notissimo, produce la sua bevanda da molti anni, e quasi ogni giorno è sulle nostre tavole o comunque fa parte delle nostre vite, piace a grandi e piccini ma no tutti sanno da cosa sia nata. Naturalmente parlo della regina tra le bevande, la Coca Cola.

 

La ricetta fu inventata nel 1886 di un farmacia statunitense, John Stith Pemberton.

Che inizialmente pensava di aver creato un farmaco, capace di curare mal di testa e stanchezza.

Proprio per questo il suo   nome iniziale era Pemberton’s French Wine Cola.

 

Pemberton, però più che un’invenzione, in realtà fece solo una variazione era una variazione di un’antica bevanda chiamata vino di cola ( una miscela di vino e foglie di coca)   che in Europa aveva riscosso molto successo.

 

A variare fu l’alcool che venne sostituito da un estratto di noci di cola, pianta tropicale non reputata dannosa.

Dall’uso principale   dei due ingredienti la bibita successivamente si chiamò coca cola.

 

Malgrado la scoperta fosse opera di Pemberton, per debiti dovette vendere la formula ad un uomo d’affari che da subito fiutò il successo dell’intruglio, Asa Candler.

 

Il vero successo per la Coca Cola si ebbe negli anni 20’. Tutti ne volevano una bottiglietta   era la bevanda più popolare tra glia americani, e da quel continente sbarcò in tutto il Mondo ( in Italia ne abbiamo testimonianza solo negli anni 60’).

 

Come ogni marchio potente che si rispetti, anche sulla storia della coca Cola aleggiano delle leggende, legate al suo marchio.

 

Il carattere usato per la realizzazione è lo Sperian Script, un carattere molto semplice ed utilizzato in quegli anni.

Ma leggenda tramanda che se riflessa ad uno specchio la scritta “CoCa Cola” possa reindirizzerebbe   a delle parole islamiche che implicherebbero dell’odio ”No a Maometto”.

 

In realtà è molto improbabile che questa chiave di lettura sia quella giusta.

 

Coca cola negli anni ha conquistato il mercato e sbaragliato ogni concorrente, e si è affermata nel mercato mondiale come leader tra le bevande tanto che l’azienda ogni anno cura delle campagne benefiche.

Flavia

 

 

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Le dieci cose da AVERE o FARE nel mese di Aprile…

Cari ragazzi, come ogni mese ( in ritardo come sempre) vi aggiorno sulle tendenze de mese, quello che ognuno di noi dovrebbe possedere o fare.

Rimanere al passo con i tempi è sempre più difficile, per questo come ogni mese cerco per voi tutto ciò che vi anzi ci possa aiutare, per rimanere aggiornati in una civiltà che ogni giorno cambia tendenze.

Make Up:

 Unitile prendersi in giro, amiche mie, un problema fondamentale di questo millennio è lo SMALTO. Semipermanente o meno lo smalto quando deve asciugare, sopratutto adesso che arrivando la bella stagione avremmo le unghie in bella mostra mostra, è un problema. Sally Helsen ci viene in aiuta ed ha ideato un asciugatore, pratico da trasportare e funzionale, così che potremmo avere sempre mani ed unghie perfette.

 A proposito di bella stagione, tra poco ci sarà la corsa all’anticellulite e Bionike con il suo Defende Body ha creato un prodotto che chiaramente miracoli non ne può fare ma che ci può aiutare nella “lotta” contro questo inestetismo.

 

Outfit:

 La tendenza della primavera è questo negozio che si chiama Aldo (di cui qui a fianco potrete vedere il modello cupido). Particolari, abbordabili e comode sono le scarpe di questa catena.

 La primavera si veste di rosa e con il rosa arriva sempre Hello Kitty. In questa occasione Save My Bag dedica al pupino più rosa del mondo una borsa, in edizione limitatissima.

 

Serie TV:

 The crossing in uscita ad Aprile racconta la storia del mistero di 500 persone arenatesi  sulla spiaggia della cittadina di Port Canaan. Solo 47 di loro non riescono a salvarsi ma non risultano esistere all’anagrafe dello Stato. Si scoprirà che sono solo statunitensi in fuga una guerra globale che avverrà 250 anni nel futuro.

 Citta di carta seconda stagione è appena iniziato. racconta la storia della rapina alla zecco dello stato di Madrid. Il racconto si alterna tra presente e passato e l’obiettivo finale è quello di stampare banconote per il valore di 24.6 miliardi di euro.

 

Film:

  Uscito il 5 Aprile, quanto basta racconta la storia di un talentuoso chef, che a causa del suo carattere molto critico finisce per isolarsi dal Mondo e così a causa della sua rabbia finisce in carcere e deve scontare la sua pena tenendo un corso di cucina in un centro per ragazzi autistici. si creeranno rapporti che cambieranno le prospettive di vita del cuoco e gli faranno rivalutare i bisogni primari.

 Dal 5 Aprile al cinema tratto dal romanzo di Sofia Viscardi, è la storia di un’adolescenza moderna con i problemi d’amore che attanagliano quell’età e la povera protagonista (Meg).

 

Libri:

 Le Risposte di Catherine Lacey. Mary trova uno strano lavoro fare parte del “team fidanzate” di un attore di successo, il cui lavoro gli impedisce il normale rapporto di coppia. Metafora sulla ricerca della felicità ai tempi dei social.

 La promessa di Sarah Dunn. Narra la storia di una coppia   di trentenni sposata che decidono di provare per sei mesi un patto di infedeltà programmata, stabilendo regole precise.

 

Anche per questo mese le mie dieci dritte sono tutte qui, inizierò a ricercare nuove chicche per il prossimo mese.

Flavia

 

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La storia della carbonara nel giorno del #carbonaraday

Quando oggi ho acceso la Tv, tutti ne parlavano ed io ho deciso di non essere da meno.

 

Oggi è il CARBONARA DAY(giorno in cui si celebra la famosa ricetta romana), ed io che spesso vi scrivo articoli che narrano storie e curiosità culinarie, ho deciso di cogliere la palla al balzo per farvi vivere questo giorno non solo dal punto vista del gusto ma anche da quello delle curiosità, scrivendovi la storia della ricetta più antica e buona d’Italia. La carbonara.

 

 

La storia della carbonara ha come quasi tutte le ricette nostrane un’origine incerta e quindi varie ipotesi.

 

Quelle più accreditate e dalle quali si pensa possa aver origine ve le riporto qui di seguito.

 

La prima ipotesi, è definita APPENNINICA. Secondo questa teoria il piatto sarebbe stato inventato dai carbonai (in romanesco carbonari), che dovendo lavorare molto avevano bisogno di portare con loro una pasta che   avesse degli ingredienti di facile reperibilità e conservazione.

 

La carbonara sarebbe dunque l’evoluzione della precedente cacio ed ova di origini laziali ed abruzzesi.

 

Questa teoria trova riscontro nel nome della pietanza, infatti in termine “carbonada” in Abruzzo si riferisce alla pancetta cioè carne di suino salata e cotta sui carboni.

 

La seconda ipotesi possiamo definirla ALLETA. Secondo questa la prima volta che si tratta di questa pietanza   è solo successivamente alla Liberazione di Roma del 1944.

Momento storico nel quale   nei mercati romani apparve il bacon, portato dai soldati alleati.

Sempre secondo questa teoria furono i soldati stessi a combinare questi ingredienti nelle ricette e a dare l’idea ad i cuochi romani di condire la pasta usando uova e pancetta o bacon.

 

Ad affermare l’opzione   resta il fatto che a Roma prima della guerra la ricetta era molto conosciuta.

 

Infine, vi è la terza ipotesi quella definita NAPOLETANA. Fa ricondurre la ricetta alla cucina napoletana.

Questa ipotesi si afferma perché presente in alcune ricette del trattato del 1837 di Ippolito Cavalcanti.

 

La conferma sulla veridicità dell’ipotesi è attribuibile al fatto che la cucina napoletana utilizzi gli stessi ingredienti per la creazione gastronomica di altri piatti.

 

Le imitazioni mondiali di questa italianissima pietanza sono tante, ecco perchè ho pensato di linkarvi di seguito la ricetta proposta da una rivista italiana https://www.grazia.it/cucina/primi/spaghetti-alla-carbonara

 

Fatemi sapere com’è andato il vostro #carbonaraday e se avete trovato interessante il mio articolo.

Alla prossima

Flavia

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