Tinder VS Bumble. Applicazioni d’amore o di discordia?

Dietro una grande idea c’è sempre una grande donna.”

Questa è la frase che mi ripeto ogni mattina quando, puntualmente, ho qualche nuova idea che con certezza si trasformerà in casino.

A confermare la mia disinteressata e personale teoria è la storia di Whitney Wolf Head.

So che molti di voi leggendo questo nome penseranno: “CHI?” Sappiate che è la stessa domanda che mi sono fatta io quando ho letto il post, dal quale ho tratto spunto per questo articolo, di una mia utente Linkedln.

Per schiarirci le idee vi scrivo , subito, due parole che tutti conosciamo: TINDER e BUMBLE.

Whitney Wolf Head è una giovanissima imprenditrice digitale americana. Il cui operato è legato in maniera controversa a quello dell’app più amata ed odiata dal web, Tinder.

Proprio la scelta del nome deriva da una sua idea. Tinder, per chi non lo sapesse, significa legnetti che servono per accendere il fuoco (immagino sia un riferimento al fuoco dell’amore). Purtroppo però, l’esperienza che l’associa a quest’app non è stata poi così passionale ed amorevole.

E’ passata in molto poco dall’essere co-founder dell’app più romantica del web ad esserne vittima.

Infatti, il rapporto tra i due si è concluso con una denuncia dell’ex boss non che ex compagno di Witney, per molestie e discriminazione sul posto di lavoro ed una battaglia legale estrema.

Questo inconveniente personale e lavorativo non ha arrestato l’arte impreditoriale della ventottenne americana che da questa storia ha deciso di fondare lei stessa un app (BUMBLE) che da la possibilità alle donne di scegliere se essere “macthate” o meno dagli uomini.

In tre anni la start up è diventata una multinazionale. Si accede tramite numero di telefono o Facebook e da la possibilità di cercare connessioni professionali, amicizie o amore. In caso di gradimento reciproco si passa ad una chat dove sono solo le donne a poter scrivere il primo “ciao”.

Witney è senza alcun dubbio la suffragetta del web. Ha rivoluzionato ed inventato il mondo del delle dating app mostrando al web e di conseguenza alla società che l’ecosistema digitale potrebbe essere molto meglio di quello che siamo abituati a pensare e a percepire e a vivere, basta solo aver coraggio e denunciare quello che riteniamo volgare e poco opportuno.

Flavia

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