San Martino tra tradizione e storia…

Cari lettori, oggi è finalmente arrivata la famigerata festa di San Martino.

 

Forse perché una mia cara amica si chiama proprio Martina o perché   è una festività molto sentita ma della quale sappiamo poco , ho deciso di dedicare questo articolo proprio a lui, San Martino.

 

 

Martino, nacque intorno al 316-317 in quella che oggi identifichiamo come Ungheria.

Figlio di un militare, presto con la famiglia dovette trasferirsi a Pavia dove crebbe.

 

Ma la sua carriera militare cominciò quasi subito e lo portò in Gallia (attuale Francia).

Proprio del periodo francese è l’episodio che lo rese famoso.

 

Infatti legenda ma anche fede narrano che quando Martino militava nell’esercito nel ruolo di “circitor” (sorvegliante notturno delle guarnigioni), durante uno dei suoi turni incontrò un vecchio mendicane infreddolito; per alleviare le pene del povero uomo decise di dividere il suo mantello e di donargliene un pezzo così che riuscisse a coprirsi.

 

Si narra, inoltre, che la   notte seguente gli apparve in sogno Gesù vestito col mantello militare, che aveva ceduto al mendicante.

 

Continuò la sua vita militare, fino ad i quarant’anni.

Successivamente ebbe inizio il secondo periodo della sua vita.

 

Si dedicò a combattere l’eresia ariana e per questo fu cacciato prima dalla Francia e poi da Milano dove erano stati eletti vescovi ariani.

 

Dopo una vita eremitica tornò a Poitires ( Francia), divenne frate e fondò un ordine.

 

Nel 371 divenne vescovo ma mantenne lo stile di vita che lo contraddistingueva, semplice.

 

Lottò contro il paganesimo, evangelizzando popoli.

 

Fu un vescovo diverso dagli altri, dedito all’evangelizzazione dei popoli e non alla ricchezza.

Venne amato da tutti i cattolici.

 

Morì l’8 Novembre 397 a Candes-Saint- Martin dove si era recato per mettere pace tra il clero   locale.

La sua morte diede vita ad una vera e proprio idolatrazione religiosa.

 

Viene ricordato giorno 11 Novembre perché quello fu il giorno dei funerali.

 

San Martino è simbolismo di tradizione, infatti nel corso del tempo , in molte culture giorno 11 Novembre si praticano diverse usanze.

 

Ad esempio, nelle Fiandre i bambini partecipano a diverse processioni con in mano delle lanterne.

Il cibo che caratterizza la festività e è l’oca perché si narra che Martino riluttante a diventare vescovo si fosse nascosto nelle campagne in una stalla piena di oche ma che queste a causa dell’incessante strarnazzo prodotto lo avessero fatto scoprire.

 

In Italia il culto di san Martino è un rito religioso ma che implica anche un cambiamento meteorologico.

Da quella data in poi ( teoricamente) si procederà verso temperature invernali.

 

Molti sono, anche, i dolci che da tradizione accompagnano la festa.

 

In Sicilia tipi sono dei biscotti chiamati San martinelli, grandi come le arance, dall’ aroma di finocchio ed anice, consumabili accompagnati con del   moscato.

 

Le pasticcerie Palermitane però producono la variante anche più morbida che all’interno contiene ricotta o marmellata.

 

San Martino però è festeggiato in tutta Italia e gli usi gastronomici cambiano da regione a regione.

 

#thecrazyjoy

 

 

 

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