la storia dell’uovo di Pasqua

Cari lettori tra qualche giorno sarà Pasqua ( lo so, molti di voi, soprattutto quelli che ormai non frequentano più la scuola dell’obbligo, penseranno che Natale sembra essere passato da poco) e tutti noi compreremo o stiamo già prendendo il simbolo più goloso di questa festa, l’uovo di Pasqua.

E’ proprio per questo motivo che in questo articolo vorrei narrarvi la storia di questa dolce tradizione.

 

 

L’uovo, di per se, è sempre stato un oggetto anzi un “alimento” al quale sia   a sfondo religioso che pagano viene attribuita una certa simbologia.

 

In particolare, il Cattolicesimo,vedeva in passato l’uovo come simbolo della vita, rielaborandolo nella prospettiva della Resurrezione. L’uovo ha una forma molto simile a quella del sasso e per questo sembra essere privo di vita ma in realtà rappresenta una vita   pronta a sbocciare. Da questo lo si vede come simbolo di Resurrezione .

 

L’usanza dell’uovo decorato, però, si sviluppò solo nel periodo del Medioevo come regalo per la servitù.

 

La tradizione di regalare uova nel periodo pasquale si diffuse maggiormente in Germania.

 

All’inizio erano uova decorate. Il processo per colorarle era chiaramente naturale, uova avvolte con delle foglie e fiori in modo da dipingersi naturalmente .

 

Sempre nel periodo del Medioevo prese piede anche la tradizione di decorare le uova con materiali preziosi come l’argento, platino ed oro che ovviamente andavano in dono agli aristocratici e nobili.

 

Dopo il clamore ottenuto durante il periodo medioevale, la simbologia che collegava il concetto di uovo alla Resurrezione continuò per molti altri secoli.

 

Fino a quando   nel XX secolo, da prototipi del Settecento, si iniziò a produrre uova di cioccolata arricchite all’interno da un piccolo presente .

 

La produzione inizialmente fu eseguita solo artigianalmente ma gradualmente avvenne quella industriale. Tanto da creare un vero business come quello attuale che porta le industrie dolciarie a mettere in commercio le uova un mese prima delle festività pasquali, così da far in modo che la clientela possa acquistarle per tempo (un po’ come avviene con i preparativi del Natale).

 

 

Detto questo non mi resta che augurarvi Buona Pasqua e magari chissà, tra qualche giorno potrei stupirvi con qualche altro articolo sulle nostre tradizioni pasquali.

Flavia

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