“Donne, oltre le gambe c’è di più”. La storia della prima giornalista, redattrice italiana: Matilde Serao.

Cari lettori, è appena trascorsa la festa della donna, e con qualche (circa sette per la precisione) giorni di ritardo (ma sempre con la stessa efficacia) vorrei narrarvi,   di una donna la storia cui non è molto nota ma la cui importanza “mediatica” per noi donne è importantissima.

 

Si tratta di Matilde Serao, prima donna giornalista e fondatrice di un quotidiano.

 

 

Nata a Petrasso il 7 Marzo 1856 dall’unione tra un avvocato napoletano Francesco Serao e Paolina Borely (nobile greca decaduta).

 

Il padre, Francesco, avvocato ma anche giornalista aveva dovuto lasciare la sua città poichè ricercato per movimenti antiborbonici e si trasferì in Grecia dove trovò lavoro da insegnante e conobbe   quella che divenne madre di Matilde, Paolina.

 

Nel 1850 con la caduta di Francesco II, la famiglia si trasferì a Napoli.

 

La vita di Matilde trascorse felice e serena tra la redazioni giornalistiche dove lavorava il padre ma nonostante questò ed il molto impegno della madre imparò solo da grande a leggere e scrivere.

 

Sedicenne riuscì a diplomarsi e a vincere un concorso come telegrafista, lavoro che le servì per aiutare la famiglia. Nonostante fosse impegnata quasi tutto il giorno, iniziò a scrivere per dei giornali.

 

I primi furono brevi articoli scritti per il giornale di Napoli, e a ventidue anni completò la sua prima Novella.

 

Da Napoli partì alla conquista della Capitale, dove la sua fama di donna emancipata conquistò tutti anche nei salotti nobiliari.

 

A Roma trovò marito, lo scrittore e critico letterario Edoardo Scarfoglio, dal quale ebbe dei figli. Anche nel periodo delle gravidanze, continuò a lavorare come scrittrice.

 

Insieme il marito fondarono un giornale a Roma che non decollò e li ridusse pieni di debiti.

 

Per questo   l’incontro con il proprietario del Quotidiano del Mattino, che li finanziò, fu fatale li portò alla decisione di ritornare a Napoli e di aprire un giornale lì : il Corriere di Napoli. Sul quale collaborarono grandi firme come D’Annunzio e Carducci.

 

Nel 1861 Matilde ed il marito lasciarono la testata e con i soldi che racimolarono decisero di fondare un altro giornale, il Mattino.

 

Nel 1900 la firma di Matilde fu estromessa dal giornale e causa di alcuni problemi mediatici, ma lei non demorse e si occupò di una rivista che si chiamava la Settimana, con la quale però non ebbe molto successo.

 

Nel 1903 lasciò il marito per congiungersi con un altro giornalista, Giuseppe Natale. In questo periodo decise di aprire e dirigere un nuovo quotidiano, il Giorno. Così da diventare   la prima donna italiana capace di fondare e dirigere una testata giornalistica.

 

Dopo la morte di Scarofiglio sposò Natale, e soggiunta anche la morte di quest’ultimo, rimase sola   sentimentalmente ma continuò il suo lavoro letterario e giornalistico con la stessa vitalità di prima.

Morì sulla sua scrivania, nel 1927 mentre stava scrivendo un articolo.

 

Matilde è stata una delle prime donne capace di dimostrare in una società prettamente maschilista, che il così detto “sesso debole” non esiste e che essere donna significa riuscir a poter fare e gestire molte cose insieme.

 

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