La befana vien di notte, si ma perchè ha tutte le scarpe rotte??

Tra qualche giorno concluderemo il ciclo delle feste natalizie (finalmente) con l’epifania, e dopo aver scritto la vera storia di Babbo Natale mi sembra legittimo far lo stesso con colei che invece conclude ogni festività: la Befana.

 

Siamo abituati ad associare alla Befana, una vecchietta dall’aspetto non molto gradevole. Il suo look come anche recita la filastrocca “…la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…” non è neanche tra i più sofisticati, ma nonostante tutto i bambini ogni notte tra il 5 ed il 6 gennaio l’aspettano con trepidazione. Ma perché la Befana è una vecchietta dall’aspetto trasandato? E perché arriva il proprio il 6 gennaio? E come mai porta dei doni che sono sempre contenuti in una calza? Queste sono solo due delle questioni che ognuno di noi, almeno una volta nella vita si è posto ed alle quali io con questo articolo vorrei rispondere!

 

L’origine di questa festività fu connessa ad un insieme di riti agricoli propiziatori per i campi che con l’inizio di un nuovo anno iniziavano a prepararsi per un nuovo raccolto.

I Romani continuarono a celebrare tale tradizione.

Con il passare degli anni e l’inizio del contrasto tra cattolici e pagani la Chiesa condannò tutte le festività non religiose tra cui la befana , tanto da renderla umana infatti assumesse l’aspetto di una povera vecchietta con una scopa( antico simbolo che rappresentava la purificazione delle case e delle anime in previsione della nuova stagione).

 

Successivamente fu   accettata dal Cattolicesimo come una sorta di dualismo tra il bene ed il male.

 

Nel 1928 in concomitanza con il periodo fascista si celebrava una befana un po’ politica “la Befana fascista dove venivano distribuiti regali ai bambini delle classi meno abbienti, cosa che si protrasse anche successivamente tal periodo ma solo nella Repubblica Sociale italiana.

Alcune leggende legano la Befana ad i Re Magi, infatti narrano, che i tre uomini non riuscendo a trovare la strada per Betlemme chiesero aiuto ad una vecchietta che sgarbatamente rifiutò di ascoltarli e che pentitasi subito dopo del   gesto poco carino preparò un sacco pieno di dolci e si mise in loro ricerca, fermandosi in ogni casa a donare dolciumi ad i bambini nella speranza che qualcuno di loro fosse Gesù.

 

Chiarita la questione del personaggio ora rimane un punto sul quale fare luce, la calza, storico presente della Befana.

 

La vecchietta porta tradizionalmente i suoi doni contenuti dentro delle calze che i bambini di ogni tempo appendevano nel punto più in vista della casa.

 

La scelta di questo indumento è da ricollegarsi alla praticità poiché le calze  da sempre   sono uno degli indumenti indispensabili durante la stagione fredda   e inoltre contenitori perfetti a disposizione di qualsiasi persona.

 

 

Dunque la Befana non è altro che una vecchietta portafortuna. Un piccolo auto incoraggiamento per un anno che dobbiamo ancora vivere, con la solita ma unica speranza che possa essere migliore di quello che abbiamo già affrontato e   che possa regalarci tanta serenità, con questo vi auguro buon Anno e buona Epifania.

Flavia

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